Home Sport - Toscana Calcio Asta infuocata per i campi dell’Armando Picchi: Livorno Calcio e famiglia Picchi...

Asta infuocata per i campi dell’Armando Picchi: Livorno Calcio e famiglia Picchi in corsa per l’aggiudicazione

Sui social a nelle trasmissioni televisive emerge chiaramente un fatto: gran parte della tifoseria è pronta a sacrificare la piccola società di Banditella per il tanto sognato centro sportivo amaranto

Livorno, 6 maggio 2025 — Si preannuncia una giornata decisiva per il futuro del calcio livornese. Domani, infatti, si terrà l’asta al rialzo per l’acquisizione dei campi dell’Armando Picchi, storico impianto sportivo del quartiere Banditella. Le offerte sono state presentate da due soggetti: il Livorno Calcio, guidato dal patron Esciua, con l’intenzione di realizzare un centro sportivo di proprietà, e la famiglia Picchi, che ha recentemente rilevato la società Armando Picchi.

La situazione è particolarmente delicata. Se il Livorno Calcio dovesse aggiudicarsi l’asta, la società Armando Picchi rischierebbe di essere sommersa dai debiti lasciati dalla precedente gestione Uappala, mettendo a repentaglio la sua stessa esistenza.

La notizia ha acceso un acceso dibattito tra i tifosi e la comunità sportiva locale. Da un lato, i sostenitori amaranto vedono nell’acquisizione dei campi da parte del Livorno Calcio l’opportunità di realizzare finalmente quel centro sportivo promesso e mai realizzato durante la gestione Spinelli. Un investimento che sarebbe un salto di qualità senza precedenti per il Livorno. Dall’altro, i sostenitori dell’Armando Picchi temono la scomparsa di una realtà che ha rappresentato un punto di riferimento per intere generazioni di giovani calciatori, con un buon settore giovanile e una prima squadra arrivata sino alla serie D.

La società Armando Picchi ha diffuso una nota ufficiale molto dura, in cui denuncia il rischio di scomparsa:

“I bimbi del Picchi non si toccano per una misera C. Il Picchi sta per essere cancellato. Non una semplice società, ma un pezzo di storia, di identità, di vita vissuta. Oltre cinquant’anni di sport, fatica, sogni, bambini diventati uomini su quel campo. Adesso, tutto questo rischia di svanire in silenzio. All’asta, l’impianto potrebbe finire al Livorno, a un prezzo che suona come un insulto. Dietro, accordi che lasciano l’amaro in bocca e tanti dubbi. Chi ha costruito tutto con passione e sacrificio verrà messo alla porta. Decine di ragazzi, famiglie, allenatori: sfrattati senza voce. Una città che permette questo si dimentica di chi l’ha resa viva. Forse anche tu hai calpestato quell’erba, forse anche tu sei cresciuto lì. Non lasciamo che venga spazzato via tutto questo. Difendiamo ciò che ci ha insegnato il valore dell’impegno, della comunità, dell’appartenenza. Forza Picchi.”

Dall’altro lato, sui social, è forte il sostegno a favore del Livorno Calcio, con i tifosi che sottolineano l’importanza di dotarsi finalmente di un centro sportivo di proprietà:

“Chi ha fatto questo manifesto di falsità si deve vergognare. L’ A. Picchi è al fallimento per colpa di chi lo ha gestito negli ultimi anni, non certo del Livorno Calcio che vuole acquisire il centro sportivo dal curatore fallimentare in un’asta pubblica regolare! Far leva sui bambini è meschino e vigliacco. I bambini fortunatamente potranno calcare quell’erba grazie al Livorno Calcio con la maglia del Livorno. Forza Livorno.”

Altri commenti si inseriscono nel dibattito:

“L’importante è che nessun bambino, dal primo all’ultimo, smetta di sognare… altrimenti è un fallimento.”


“Vergognoso nascondersi dietro ai bimbi. Pensare ai bimbi sì, ma a quelli che muoiono sotto le bombe. Il solo scopo è mettere in difficoltà l’US Livorno.”

Al momento, la maggioranza dell’opinione pubblica cittadina sembra schierarsi con l’US Livorno: il sogno di un centro sportivo moderno e funzionale è considerato una priorità per il rilancio del calcio amaranto.

La decisione di domani avrà un impatto significativo sul panorama sportivo della città. Resta da vedere chi uscirà vincitore dall’asta e con quali conseguenze per il futuro delle due realtà storiche del pallone livornese.