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Le politiche alimentari e i Consigli del Cibo

Il convegno alla Terrazza Mascagni nell’ambito della Biennale del Mare e dell’Acqua

Livorno, 15 maggio 2025 – L’assessora all’ambiente Giovanna Cepparello e Davide Giaime, medico Asl del servizio veterinario, illustrano le politiche del cibo e le strategie alimentari della città di Livorno. Un percorso di rilievo a livello internazionale grazie all’istituzione dei Consigli del Cibo, creati al termine di un lungo percorso partecipativo per realizzare un tavolo di discussione unitario sulle varie componenti sociali, economiche e politiche coinvolte. Il convegno si è svolto alla Terrazza Mascagni nell’ambito della Biennale del Mare e dell’Acqua. “Il cibo è molto politico – attacca Giovanna Cepparello – il rapporto tra cibo e politica si realizza in una serie di azioni quotidiane consapevoli a cui spesso non facciamo caso. Si inizia già con la spesa a partire dai materiali per gli imballaggi fino alla provenienza. Ad esempio adesso siamo invasi dalle pere che provengono dal Cile a bordo di navi dal grande carico inquinante che arrivano nel mio piatto in maniera sconsiderata e diseducativa per i bambini solo per questioni squisitamente politiche. Le implicazioni sono importantissime sotto il profilo della salute. Il nostro modo di mangiare è sempre più vicino a quello americano e si discosta dai paesi vicini a noi come quelli nordafricani. A Livorno poi possiamo vantare la ricchezza dei nostri piatti contaminati dalla Livorno delle Nazioni. Occorre una riflessione sull’alimentazione sana, giusta e consapevole, volta ad eliminare i potenziali conflitti a livello economico contro la tutela ambientale e l’economia sostenibile”. Ad illustrare l’organismo dei Consigli del Cibo è il professor Giaime in collegamento da remoto: “Cibo e ambiente hanno dimensioni più ampie e investono la politica. Il nostro cibo dovrebbe provenire dalla campagna, dai mercati e dai contadini attraverso una filiera corta. Siamo invasi invece dal cibo americano trattato a base di carne. In Italia il nostro cibo è sano ma siamo secondi in Europa per l’obesità infantile e il cancro per la cattiva alimentazione. Un altro problema sottovalutato è quello dell’accesso al cibo. Siamo abituati a pensare alla povertà e alla fame per l’Africa ma in Italia in media le persone che non possono permettersi un pasto decente ogni due giorni sono l’11 per cento. Sottovalutiamo anche un altro problema legato alle coltivazioni e agli allevamenti intensivi, quello della sostenibilità ambientale e la maggiore causa di emissioni di Co2, i maltrattamenti animali e il dissesto idrogeologico. È molto difficile innovare con le politiche. L’innovazione della politica democratica istituzionale legata alle politiche del cibo integrato, i processi partecipativi, le multistakeholders partnership, sono stati alla base della nascita dei Consigli del Cibo. Essi si riuniscono e discutono tanti aspetti, dalle diete salutari alle mense scolastiche, alla provenienza, alla quantità di proteine, all’educazione alimentare, alle mense pubbliche, all’aiuto alimentare, uno strumento che garantisce un pasto al giorno a tutti coloro che ne hanno bisogno. Basti pensare ai bambini poveri che in epoca Covid non potevano mangiare nelle mense scolastiche. Inoltre ci sono i volontari e la cessione della merce in surplus nei supermercati e le eccedenze. Ci sono poi i mercati a Livorno e le politiche pubbliche e gli Orti Urbani che lottano contro lo spreco alimentare. Città e cibo hanno molti rapporti, consumo del suolo, scuola, sociale e commercio, ambiti che sono tutti sotto assessorati diversi. Per le strategie del cibo sarebbe importante mettere tutto insieme. I Consigli del Cibo hanno quattro funzioni, una di forum di discussione tematica, due di favorire il coordinamento dei segmenti agroalimentari e di accorciare le filiere, tre di coinvolgere i soggetti che normalmente non dialogano, quattro per la stesura di politiche sociali per Livorno, come la Consulta e il supporto e l’implementazione di queste politiche. Livorno è la seconda città italiana ad aver creato i Consigli del Cibo, la prima è stata Milano nel 2015. Altre città si stanno muovendo per fare rete in questa maniera per lo sviluppo delle politiche sociali sul cibo. Oltre Livorno c’è Capannori e altri cinque comuni della piana di Lucca compreso il capoluogo, che hanno creato i Consigli del Cibo. Livorno rappresenta l’esperienza più innovativa a livello internazionale, alla città di Livorno è andato il “Premio Strategie per l’Innovazione Sociale” all’ultimo Festival della Democrazia Europea”.