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Elba, emergenza fauna selvatica: Coldiretti incalza sul piano di eradicazione di cinghiali e mufloni

Livorno, 20 maggio 2025 — “La presenza fuori controllo di cinghiali e mufloni all’Isola d’Elba è ormai una questione di sicurezza pubblica. Il piano di eradicazione va attuato subito, senza ulteriori esitazioni.” È questo il messaggio fermo e diretto che Coldiretti Livorno lancia alla vigilia del tavolo tecnico convocato oggi in Prefettura a Livorno, dove sarà discusso il progetto di fattibilità per l’abbattimento selettivo della fauna selvatica predisposto dal Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

L’associazione degli agricoltori non usa mezzi termini: i tempi si sono allungati troppo e le conseguenze sono sempre più gravi, tanto per l’ambiente quanto per la sicurezza dei cittadini. “Ogni ritardo verso questo obiettivo, oggi condiviso sia dagli agricoltori che dai cittadini – sottolinea Coldiretti – continua a esporre la collettività a rischi inutili.”

Il percorso per arrivare a un’azione concreta era iniziato già nell’estate del 2022, quando l’intera isola fu riconosciuta ufficialmente come area non vocata alla presenza di cinghiali. Una definizione tecnica che, nei fatti, significa una sola cosa: la fauna selvatica invasiva è incompatibile con il delicato equilibrio agricolo, ambientale e sociale dell’Elba.

Ma a due anni da quella decisione, nulla di realmente risolutivo è stato messo in atto. Nel frattempo, i danni all’agricoltura si sono aggravati, con ettari di coltivazioni compromesse o abbandonate e aziende agricole scoraggiate dal proseguire le attività. Non va meglio sul fronte della biodiversità, minacciata da un’alterazione degli equilibri ecologici, né su quello della sicurezza stradale. Proprio il recente tragico incidente del 1° maggio, costato la vita a un giovane in seguito a uno scontro con un cinghiale, ha riacceso i riflettori sull’urgenza del problema.

“La convivenza forzata con animali non autoctoni e ormai privi di controllo ha superato ogni soglia di tollerabilità – insiste Coldiretti –. Serve una risposta immediata e pragmatica. Non è più solo una questione agricola, ma un problema che riguarda l’intera collettività elbana.”

Oggi in Prefettura si attende un segnale chiaro dalle istituzioni: per Coldiretti non si tratta più di decidere se intervenire, ma come e quando farlo. E la risposta, secondo l’associazione, deve arrivare senza esitazioni.