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Il Consiglio Regionale della Toscana vuole boicottare Israele, la risposta delle Associazioni

La mozione è stata firmata dal Partito Democratico e dal Movimento Cinque Stelle

Firenze, 6 giugno 2025 – Il Consiglio Regionale della Toscana sta preparando una mozione per interrompere le relazioni internazionali con lo stato di Israele e dopo la Puglia insieme all’Emilia Romagna, sarebbe la seconda regione italiana a prendere posizione contro il Governo Netanyahu a causa dei bombardamenti su Gaza. L’obiettivo è quello di raggiungere il numero di cinque regioni, che permetterebbe all’Italia di varare una legge che le imponga di riconoscere lo stato di Palestina. La mozione è firmata dal Partito Democratico e dal Movimento Cinque Stelle. “Non sono assolutamente contrario al boicottaggio dello stato di Israele – ha dichiarato Eugenio Giani – ritengo che per dare la maggiore possibilità di aiuto si debba riprendere l’iniziativa politica dei ‘due popoli, due Stati. Israele dopo la Shoah ebbe la possibilità di costituirsi il suo Stato. Contemporaneamente i palestinesi, che sono prevalentemente concentrati sulla striscia di Gaza e in Cisgiordania, devono avere a tutti gli effetti uno Stato con un territorio, questo; uno Stato con i suoi abitanti e il suo popolo, con la sua cultura e la sua sovranità. Lo Stato di Palestina garantirebbe, sicuramente molto meglio di ora, di evitare le scorribande armate di Israele, animate soprattutto dal governo Netanyahu”. Nel frattempo è arrivata la risposta dell’Unione Associazioni Italia-Israele e dell’Associazione Fiorentina Amici di Israele: “Le sottoscritte associazioni esprimono profondo sconcerto e ferma preoccupazione per la presentazione, in Consiglio Regionale della Toscana, di due mozioni promosse – a quanto si apprende – rispettivamente dal Movimento 5 Stelle e dal Partito Democratico, che chiedono la sospensione di ogni forma di collaborazione istituzionale, commerciale e accademica con lo Stato di Israele. Tali iniziative, gravemente faziose, si pongono al di fuori delle competenze proprie delle istituzioni regionali, che non hanno alcun ruolo in materia di politica estera, prerogativa esclusiva dello Stato. Nel contenuto e nel linguaggio utilizzati dalle mozioni emerge un’evidente deriva ideologica: si parla apertamente di “condotta genocida” da parte di Israele, si invoca un boicottaggio totale nei confronti di università, imprese e istituzioni israeliane. Richieste peraltro confermate anche a Palazzo Vecchio dove si dovrebbebro discutere a breve atti di analogo tenore. Si tratta di un doppio attacco – a livello regionale e cittadino – che, come denuncia il Presidente dell’Associazione Fiorentina Amici di Israele, Kishore Bombaci, è contrassegnato da un pregiudizio ideologico e da una pericolosa strumentalizzazione politica. Ad oggi non esistano attualmente rapporti commerciali tra la Toscana e Israele: ciò rende queste mozioni non solo infondate ma chiaramente ispirate da logiche elettorali, con l’obiettivo di intercettare il consenso di frange estremiste, piuttosto che promuovere una riflessione costruttiva sulla situazione in Medio Oriente. È particolarmente grave che si voglia interrompere i rapporti anche in ambito culturale e accademico, colpendo le università israeliane e ostacolando lo scambio di conoscenze e dialogo scientifico, che dovrebbero essere strumenti di pace e cooperazione. La pretesa che rappresentanti israeliani debbano esplicitamente dissociarsi dalla politica del governo di Gerusalemme per poter essere accolti in Toscana rappresenta una forma inaccettabile di discriminazione politica e collettiva, che finisce per danneggiare indiscriminatamente l’intero popolo israeliano. Ricordiamo, aggiunge Celeste Vichi, che la Regione Toscana ha ufficialmente adottato la definizione operativa di antisemitismo dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), che include anche la demonizzazione dello Stato di Israele e l’applicazione di doppi standard. Le mozioni presentate si pongono in aperta contraddizione con tale impegno, e rischiano di contribuire all’allarmante crescita dell’antisemitismo, spesso camuffato da antisionismo. Israele è una democrazia che si sta difendendo da una guerra non voluta, scatenata dall’attacco terroristico del 7 ottobre 2023. La via per la pace non è il boicottaggio, ma il rafforzamento del dialogo e della cooperazione, come dimostrato dagli Accordi di Abramo, che hanno aperto la strada alla normalizzazione dei rapporti tra Israele e numerosi Paesi arabi. Siamo profondamente delusi dal comportamento delle istituzioni territoriali che sembrano voler trascinare la Toscana nel solco delle decisioni già assunte da altre regioni, come Puglia ed Emilia-Romagna, in nome di un’agenda ideologica che nulla ha a che vedere con la tutela dei diritti umani o la promozione della pace. Chiediamo con forza al Consiglio Regionale della Toscana e al Comune di Firenze di ritirare queste mozioni divisive e irresponsabili, e di non trasformare le istituzioni locali in tribune ideologiche che rischiano di legittimare forme di odio e intolleranza sotto copertura politica”.