

Livorno, 9 giugno 2025 – Un Cristo crocifisso su una strada senza uscita, due mani che si stringono in un divieto di accesso, un pugno che stringe una barra e un uomo che corre in mezzo a una rotatoria, sono solo alcuni dei messaggi iconici dell’artista francese Clet Abraham realizzati sui cartelli stradali tramite l’applicazione di adesivi, un piccolo ma importante e grande spazio iper visibile a tutti per fare riflettere su vari temi e per criticare anche sull’estetica e sul diritto dei numerosi segnali stradali presenti in Italia, il cui numero e disegno nelle nostre strade, sono fermi agli anni 70. Di tutto questo Clet parla nel suo ultimo libro “Il codice della strada”, presentato nei giorni scorsi alla libreria Mondadori in via Grande a Livorno. Prima “vera” presentazione ufficiale in Italia, Clet sii è detto felicissimo di essere a Livorno, anzi di tornarci, dopo la visita sette anni fa in occasione dell’alluvione, occasione in cui partecipò ad un’asta di beneficenza e realizzò quattordici “incursioni” sui nostri cartelli. Questa volta Clet ha “customizzato” ben trenta cartelli stradali, tra la Venezia, il centro, via Cogorano e il lungomare. “Tantissimi estimatori hanno applaudito le sue opere e hanno commentato sulla nostra pagina Facebook – racconta Viola Barbara della Galleria Uovo alla Pop che ha ospitato l’artista francese – però qualcuno purtroppo ha criticato per il fatto che gli adesivi sono su dei cartelli stradali, forse per questi profani o detrattori c’è qualche problema rispetto alle prospettive di cambiamento. La presentazione alla Mondadori è stato un grande successo, tante copie firmate, tutti i libri venduti e un grande pienone di gente. Sono state vendute anche ben cinque serigrafie. Clet è un nostro grande amico e dopo la presentazione abbiamo cenato insieme all’elaboratorio culinario. Si è detto molto soddisfatto e felice di essere a Livorno e di amare molto la nostra cucina e il nostro vino. Dopo aver soggiornato all’hotel Granduca il giorno seguente gli ho prestato una “graziellina” tutta arrugginita e lui se ne è andato via felice in bici come se volasse, e ha seminato ben trenta cartelli stradali customizzati in città. Io stessa non li ho ancora individuati tutti, me ne mancano ancora quindici. Per quanto sia egli stesso uno street artist non ha fatto alcun riferimento ai numerosi murales della nostra città, però è bene far notare che durante il suo tour due suoi cartelli sono apparsi vicino al murales “Fiori di Glicine” di Ligama in Venezia e a quello tanto criticato di Aryz vicino al Centro Donna in via Strozzi”. Clet Abraham è nato nel 1986 in Francia nella regione della Bretagna e si è laureato all’Accademia delle Belle Arti di Rennes, dopodiché si è trasferito a Roma dove per un periodo si è occupato di restauro di mobili antichi per poi trasferirsi prima ad Arezzo e poi a Firenze dove ha aperto uno studio proprio. Specializzatosi nella street art e nella sua personale versione, la “sticker art”, è ormai diventato una celebrità internazionale che ha fatto anche molto discutere sulla legalità delle sue opere.












