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Emergenza carcere di Prato, i detenuti organizzano una rivolta

I sindacati esprimono soddisfazione per l'intervento della Polizia Penitenziaria

Agenti antisommossa al carcere di Prato (ved. notizia)
Agenti antisommossa al carcere di Prato (ved. notizia)

 

Prato, 6 luglio 2025 – Ancora caos e illegalità nel carcere di Prato, il 5 luglio un gruppo di detenuti ha organizzato una rivolta barricandosi nella propria sezione, dando fuoco alle lenzuola, impugnando spranghe e forzando le serrature. I sindacati hanno espresso soddisfazione per l’intervento della Polizia Penitenziaria, così il Sappe: “Nel pomeriggio – spiega il segretario della Toscana, Francesco Oliviero – un gruppo di detenuti reclusi nella 1/a sezione detentiva ha dato vita a una vera e propria rivolta, barricandosi all’interno, incendiando lenzuola e bombolette di gas utilizzate come ordigni incendiari e divellendo porte blindate e finestre. I rivoltosi si sono armati con spranghe e hanno tentato di forzare le uscite mettendo in pericolo la sicurezza dell’intero reparto. Tutto ciò per futili motivi ma è stato gestito con straordinaria lucidità e sangue freddo dal personale in servizio, che ha prontamente bloccato le vie d’uscita della sezione. Determinante è stato anche l’arrivo immediato di agenti mentre erano in libertà a casa, in riposo e del personale accasermato, tutti intervenuti con grande spirito di corpo e abnegazione”.

Oliviero spiega che “la situazione, estremamente delicata e ad alto rischio, è stata riportata alla normalità senza alcuna conseguenza fisica, né per il personale né per i detenuti.

Un’azione impeccabile, frutto di professionalità, compattezza e rapidità di esecuzione, che merita plauso e rispetto di tutti.

Come sindacato sottolineiamo l’eccellenza operativa del personale intervenuto, che ha dimostrato ancora una volta lo spirito di sacrificio e la l dedizione assoluta verso il servizio, mettendo da parte persino i propri momenti familiari per rispondere all’emergenza”. Anche l’Osapp, un altro sindacato penitenziario, rilascia le sue dichiarazioni: “La rivolta è stata particolarmente grave: i detenuti hanno utilizzato brande per sfondare i cancelli, barricandosi poi nella sezione per impedire l’ingresso degli agenti. Gli arredi sono stati distrutti, i blindati resi inutilizzabili e le suppellettili scagliate contro i muri facendo ingenti danni al penitenziario”.

L’episodio di ieri è l’ennesimo campanello d’allarme al carcere di Prato, come hanno mostrato anche le recenti inchieste della procura.

Spiega ancora Oliviero: “Il carcere di Prato resta un istituto critico, dove la carenza cronica di personale e la pressione operativa costante non possono più essere ignorate. È evidente che servono uomini, mezzi e risposte concrete da parte dell’Amministrazione Penitenziaria. Il personale ha dimostrato di essere di altissimo profilo umano e professionale, ma non può essere lasciato solo. Servono rinforzi”.