Livorno, luglio 2025 – Non solo temperature estreme: a rendere ancora più rovente quest’estate italiana sono le condizioni di lavoro di migliaia di lavoratori e lavoratrici over 60, ancora costretti a operare nei cantieri, nei capannoni industriali e nei campi, spesso senza adeguate tutele. È la denuncia che arriva dalla Fiom-Cgil, che lancia l’allarme: “Chi ha 60 anni e oltre 40 di contributi non dovrebbe trovarsi su un tetto o in una fonderia”.
A preoccupare non è solo il caldo, ma anche l’inattesa stretta sul fronte pensionistico. “Il Governo aveva promesso Quota 41 per tutti, lo stop alla legge Fornero – spiega il segretario generale della Fiom, Massimo Braccini – ma oggi la realtà è ben diversa. Per andare in pensione servono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, più tre mesi di finestra mobile. Una promessa mancata, un tradimento annunciato”.
La misura “Quota 41”, attualmente, è infatti accessibile solo a categorie ristrette. “I lavoratori precoci, che hanno iniziato a 15 o 16 anni, vengono ignorati se non rientrano nelle eccezioni previste. E intanto – prosegue Braccini – si trovano fondi per condoni e pensioni d’oro, ma mai per chi lavora da una vita”.
Intanto il caldo diventa un nemico silenzioso. Le ondate di calore stanno mettendo a dura prova la salute di chi lavora all’aperto o in ambienti privi di condizionamento. Secondo la Fiom, “non è dignitoso né sicuro lavorare a 60 anni in un magazzino soffocante o su una linea di montaggio”.
Per rispondere all’emergenza climatica, è stato firmato un Protocollo nazionale al Ministero del Lavoro, a cui si è aggiunta anche una delibera regionale in Toscana. Il documento stabilisce linee guida per tutelare la salute durante le ondate di calore e prevede l’intervento di rappresentanze sindacali aziendali (RSU) e della sicurezza (RLS).
Ma il sindacato avverte: “Lì dove non ci sono rappresentanze sindacali o dove vengono ostacolate, i rischi aumentano. La prevenzione diventa debole e la solitudine dei lavoratori si trasforma in pericolo concreto”.
La Fiom-Cgil annuncia che proseguirà la vigilanza nei luoghi di lavoro: “Chiediamo l’apertura di tavoli aziendali per misure specifiche, segnaleremo alle autorità le imprese che ignorano le norme di sicurezza e coinvolgeremo i lavoratori in prima persona nella tutela della salute”, conclude Braccini. E lancia un appello: “Invitiamo tutti a non rimanere soli. Il diritto a lavorare non può mai valere più del diritto a tornare a casa vivi”.











