Home Livorno Cronaca Livorno Borrelli: “Mi opporrò, non né infamato né diffamato Salverti

Borrelli: “Mi opporrò, non né infamato né diffamato Salverti

Lex leghista e dirigente Casalp vuole un'indagine sul conflitto di interessi con Fremura

Livorno, 18 agosto 2025 – Dopo le dichiarazioni nei confronti di Stella Sorgente sono molte le critiche piovute sul sindaco Luca Salvetti, ma in realtà, critiche e disapprovazioni il nostro primo cittadino ha sempre dimostrato di riceverne molte, soprattutto sui social. Ed ecco che spunta un post di qualche tempo fa nei confronti del sindaco, firmato Vito Borrelli, ex leghista, ex dirigente Casalp e di recente firmatario dell’esposto contro la sostituzione della palladiana di via Grande, membro del comitato “No Cubone” e vera e propria spina nel fianco di Salvetti, in tutte e due le legislature. “Un sindaco sempre più ignobile sul piano politico e detestabile su quello umano” scriveva Borrelli lo scorso ottobre in seguito alle dichiarazioni di Salvetti in seguito ad un attentato incendiario a una ruspa alla Scopaia durante i primi giorni di lavori per la palestra denominata “Cubone” dal comitato di protesta. Per Borrelli Salvetti era colpevole di aver accusato gli attivisti del Comitato e inoltre di aver concluso gli atti per la costruzione a suon di delibere nonostante il conflitto d’interessi con l’imprenditore Fremura, ex datore di lavoro di Salvetti a Telegranducato, emittente televisiva locale dove il sindaco svolgeva la sua professione di giornalista, professione cessata e messa in “quiescenza” ovviamente dopo l’impegno politico. Saranno i nervi tesi del momento o qualche altra necessità ma Salvetti si è messo a spulciare i post anche vecchi nei suoi confronti ed ecco la denuncia per diffamazione a Borrelli, la condanna per direttissima, come avviene praticamente sempre in questi casi e la promessa di “continuare con le denunce”, come dichiara su Il Tirreno il sindaco, che a questo punto, Stella Sorgente piacendo e piacendo ai numerosi sostenitori della capogruppo del Cinque Stelle e agli altri che sostengono una mala condotta del sindaco, in fatto di improperi e mancanze di rispetto, adesso è come se ci tenesse a fare la parte della vittima, in fatto di offese e mali comportamenti ricevuti. Ma Borrelli non ci sta e vuole un vero processo, non gli bastano una denuncia e una condanna  “pro forma”, “anche perché” ci racconta per telefono “se il conflitto di interessi con Fremura sussiste è giusto andare fino in fondo”. “Ho scritto un post su Facebook – continua Borrelli – per spiegare che questa condanna a me personalmente non comporta nulla in senso pratico, di fronte a questo tipo di decisioni la multa viene sospesa e il giudice procede d’ufficio senza analizzare testimonianze. Chi riceve una denuncia per diffamazione di solito abbozza ma io mi opporrò”. La volontà di Borrelli sta nel riconoscimento del conflitto di interessi che potrebbe portare a una derubricazione o a un cancellazione del reato di diffamazione, e aggiunge: “Non ho assolutamente né infamato ne diffamato  Salvetti, io ero solo indignato per il suo comportamento dopo l’attentato alla ruspa alla Scopaia. Addirittura il sindaco in una conferenza stampa ha gettato i sospetti sul Comitato “No Cubone” per l’atto terroristico, un atto politico ignobile e una cosa assurda. Il conflitto d’interessi con Fremura esiste di fatto ed è palese anche se Salvetti è in aspettativa. Fremura è il suo datore di lavoro e non è possibile operare con lui per questioni di così grande importanza come lo sviluppo urbanistico di una città. Questo al di là di possibili o presunte connivenze o tornaconti, ci tengo a precisare. Si tratta di una impossibilità a procedere di fatto. Invece Salvetti ha proseguito lo stesso a colpi di delibere. Avrebbe fatto bene ad astenersi da questo procedimento politico. Per questo mi opporrò a questa denuncia pro forma, voglio indagini e testimonianze, perché io in realtà non ho diffamato e voglio che venga provato il conflitto di interessi”.

Ecco il post su Facebook di Vito Borrelli: “Non v’è stata, da parte mia, alcuna diffamazione, ma una sacrosanta indignazione per il comportamento del Sindaco. Che, in occasione dell’attentato alla ditta Frangerini nel cantiere di via San Marino, tenne a tambur battente una Conferenza stampa (senza attendere alcun riscontro d’indagini), nel corso della quale – implicitamente – associò all’atto criminoso le attività del Comitato ‘No Cubone’ di cui mi ritenevo partecipe. Addirittura chiamò a correità tutti quei personaggi politici dell’opposizione che ne avevano sostenuto le proteste. Era Salvetti che doveva esser querelato! Segnalare un conflitto d’interessi non è come un’accusa di malaffare, ma solo il rilevamento d’una situazione oggettiva, che per sé stessa potrebbe far nascere un possibile dubbio. E chi amministra la cosa pubblica non deve ingenerare alcun sospetto. (le questione fu persino dibattuta in Consiglio Comunale a seguito d’una mozione del centrodestra). Il Sindaco, in quanto dipendente di Fremura, avrebbe dovuto astenersi in almeno due procedimenti: quelli del Cubone per l’appunto, per il quale ha incomprensibilmente rifiutato l’ubicazione alle ex-serre Labrogarden, e della proroga del Piano attuativo scaduto al Levante. Sennonché…Con una procedura unilaterale, il Gip, su richiesta del Sostituto Procuratore, a mia insaputa e negandomi il diritto alla difesa, nominando un avvocato d’ufficio che neanche m’ha avvertito, evitando di correlare una reazione personale con i fatti che l’hanno determinata, ha emesso un decreto penale di condanna a causa dell’iniziativa del Sindaco e della Giunta intera. Vabbè, è una multa minima, con la sospensione condizionale e senza conseguenze né ulteriori gravami, ma le implicazioni giuridiche e politiche sono enormi. Involge le libertà d’espressione, il diritto alla critica politica, le possibilità d’intervento dei cittadini nei confronti d’un potere locale refrattario al confronto, gli intrecci col reato d’intimidazione. Ora dunque Luca gongola e promette querele a tutti arrondemàn, sperando nell’interpretazione forcaiola della norma. Avvalendosi con temerarietà della potenza e delle risorse dell’Ente comunale, a cui accolla – tranquillo – spese e eventuali soccombenze. Naturalmente la portata concettuale di questa vicenda, in tutte le sue sfaccettature, merita ben altri scenari, molto più eclatanti del Tribunale labronico. Farò dunque opposizione e se necessario arriverò in Cassazione. L’anomalìa livornese richiede un adeguato percorso giudiziario. (ringrazio il Tirreno per l’ampio risalto concesso alla notizia)