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Livorno: Fiom denuncia, “Il territorio ostaggio delle multinazionali dell’auto, servono regole utili per tutti”

"Livorno ha le competenze, le infrastrutture e il capitale umano per diventare un laboratorio avanzato di nuova manifattura sostenibile" dicono dalla Fiom

Livorno, 28 agosto 2025 – Il settore automotive, pilastro dell’economia locale, è a rischio. Lo denuncia la Fiom-Cgil di Livorno e Grosseto, che in un recente comunicato stampa ha espresso forte preoccupazione per il futuro degli stabilimenti di Magna Closures a Guasticce e Pierburg, realtà che garantiscono centinaia di posti di lavoro e competenze specialistiche nel territorio. «Il territorio è ostaggio delle multinazionali, cambiare le regole del gioco», si legge nel comunicato firmato dal segretario generale Massimo Braccini.

La Fiom sottolinea come Magna e Pierburg siano inserite in un contesto industriale globale sempre più incerto, che richiede una risposta collettiva e una visione politica chiara per tutelare l’occupazione e il futuro del settore. L’accordo quadro raggiunto con Magna, grazie alla collaborazione con le istituzioni locali e regionali, ha garantito la continuità produttiva e occupazionale. Tuttavia, la Fiom avverte: “Magna opera in un sistema globale e ha impianti in altri paesi a costi più bassi. Questo rende necessaria una vigilanza continua”. L’obiettivo è assicurare che gli impegni assunti vengano rispettati nel tempo. Ancora più delicata la situazione di Pierburg, parte del gruppo Rheinmetall, che ha avviato la dismissione del ramo automotive per concentrarsi sul settore della difesa. Per la Fiom, “questo passaggio impone la massima trasparenza: è necessario sapere chi sarà il nuovo acquirente, con quali garanzie e quali prospettive produttive”. La presenza di contratti di solidarietà sia in Magna che in Pierburg è, secondo la Fiom, “segno concreto di una fase complicata dal punto di vista industriale e occupazionale”. Per questo, il sindacato chiede un rafforzamento degli ammortizzatori sociali, per accompagnare lavoratori e aziende in questa fase di transizione.

La Fiom-Cgil rilancia la necessità di una politica industriale nazionale che sostenga la manifattura, promuova l’innovazione e garantisca occupazione di qualità, investendo in produzioni sostenibili, mobilità elettrica, componentistica avanzata e riconversione ecologica. Il sindacato invita a difendere gli insediamenti esistenti, ma anche a rilanciare il territorio livornese, incentivando nuovi insediamenti nel settore della mobilità sostenibile, sostenendo startup e imprese innovative e creando sinergie tra sindacati, istituzioni, università e mondo produttivo. La Fiom punta il dito contro “il potere delle multinazionali, che troppo spesso agiscono senza alcun vincolo nei confronti dei territori e dei lavoratori”. Per questo, il sindacato chiede una revisione delle regole che favoriscono la libertà di movimento del capitale, per riportare equilibrio tra interesse privato e bene collettivo. “Difendere il lavoro industriale non è una battaglia del passato, ma una sfida per il futuro”, conclude Braccini, ribadendo l’impegno della Fiom a costruire un futuro industriale sostenibile per Livorno e per l’intero paese.