Home Livorno Lavoro Livorno Operai agricoli forestali trasferiti da Livorno a Massa Marittima

Operai agricoli forestali trasferiti da Livorno a Massa Marittima

Cortorillo: “Decisione inaccettabile, un duro colpo alla tutela del patrimonio forestale livornese”

Livorno, 9 ottobre 2025 – Quattro operai agricoli forestali in servizio nella provincia di Livorno sono stati trasferiti, a partire dallo scorso 15 settembre, nella frazione di Valpiana, nel comune di Massa Marittima (Grosseto). Una decisione che suscita forte indignazione: “È inaccettabile – dichiara Cortorillo – in questo modo si sferra un duro colpo alla tutela del patrimonio forestale livornese.”

Con questi spostamenti, sul territorio provinciale rimangono ormai solo una decina di operai, nove dei quali impegnati all’isola d’Elba. Anche un’altra lavoratrice, precedentemente assegnata alla zona di Venturina, è stata recentemente destinata a Valpiana.

Secondo il sindacato, la responsabilità di questa scelta ricade sull’Unione dei Comuni delle Colline Metallifere di Massa Marittima, che dal 2016 gestisce la tutela del rischio idraulico e forestale per le province di Livorno e Grosseto.

La squadra forestale livornese era nata nel 1991 per la prevenzione e la gestione degli incendi, la manutenzione dei sentieri e della viabilità forestale. Anni di lavoro svolti spesso con mezzi inadeguati e grande sforzo fisico hanno lasciato segni profondi sulla salute dei lavoratori: quattro di loro hanno infatti ricevuto un’idoneità parziale alle mansioni originarie. Proprio a questi è stato imposto il trasferimento a Valpiana, configurando – denunciano i sindacati – una sorta di “trasferimento punitivo”.

“Questo pendolarismo massacrante non trova alcuna giustificazione logica né economica”, sottolinea Cortorillo.

Negli ultimi anni, inoltre, non c’è stato alcun turnover e i mezzi di lavoro destinati al territorio livornese sono stati riassegnati altrove, lasciando l’area completamente sguarnita.

I sindacati lanciano quindi un appello al Comune di Livorno e agli altri enti territoriali: “Serve un piano urgente di assunzioni e progettazioni che valorizzi anche il personale parzialmente idoneo, assegnando loro mansioni compatibili e ponendo fine a un pendolarismo inutile e dannoso.”

“È inaccettabile che un servizio essenziale per la sicurezza e la tutela ambientale venga smantellato in questo modo – conclude Cortorillo – soprattutto in una provincia fragile dal punto di vista idrogeologico. È ora di riportare operai e mezzi dove servono davvero: a casa loro, nelle loro colline.”