
Genova, 22 ottobre 2025 – Riflessione sociale e sperimentazione tecnica, le vibranti pennellate e il cromatismo del pittore livornese Plinio Nomellini sono ospiti dal 10 ottobre a Genova a Palazzo Nicolosio Lomellino per la mostra “Ottocento al tramonto. Plinio Nomellini a Genova tra modernità̀ e simbolismo”. Mentre Livorno celebra il centenario di Fattori a villa Mimbelli, il capoluogo ligure ospita più di 50 opere tra stampe, dipinti e acquerelli, di uno dei suoi allievi più talentuosi. Nomellini, nato nel 1866 a Livorno, studierà proprio all’Accademia delle Belle Arti di Firenze dove insegnò il maestro macchiaiolo. Insieme all’amico Pellizza da Volpedo svilupperà poi la corrente del divisionismo di cui divenne il rappresentante più importante, per poi avvicinarsi alla macchia e alle sperimentazioni impressioniste e neo impressioniste, grazie alla frequentazione di Silvestro Lega e Telemaco Signorini. Assai importanti furono anche le influenze di Galileo Chini, Giorgio Kienerk e del livornese Alfredo Müller, con il quale sperimenterà le nuove tecniche importate dai maestri francesi da Parigi. Dal 1890 al 1902 Nomellini visse a Genova, che sarà la sua patria d’adozione e il suo laboratorio artistico per la sperimentazione divisionista e surrealista di cui fu artefice. Le riflessioni sociali e i cambiamenti politici sono alla base del concetto di divisionismo e negli anni genovesi Nomellini subì un processo con l’accusa di aver partecipato a una manifestazione di anarchici. Fu lo stesso Telemaco Signorini che testimoniò in suo favore in tribunale e alla fine il pittore livornese fu assolto. Dopo il 1902 frequentò il circolo culturale di Torre del Lago insieme al compositore Giacomo Puccini e agli altri artisti, musicisti, pittori ed intellettuali che vi convenivano. Dalla Belle Èpoque a Fattori, passando per il Primo Premio Internazionale Cappiello, il verismo musicale, Puccini, Mascagni e la cronaca sociale, l’800 italiano sta vivendo un fertile momento di felice riscoperta e rivalutazione da parte della critica nazionale ed internazionale che lo pone al pari dei maestri francesi e senza niente da invidiargli.
“Il percorso espositivo accompagna il visitatore a scoprire gli incontri, le riflessioni, le scelte ma anche le strade e i panorami che Nomellini vive dal momento del suo arrivo nel 1890 alla sua partenza nel 1902 – dichiarano i curatori Agnese Marengo e Maurizio Romanengo – Superate le poetiche macchiaiole, Nomellini abbraccia prima il divisionismo, poi il simbolismo, traducendo sulla tela i fermenti sociali e politici che attraversano la nascente società industriale. I suoi capolavori raccontano un’epoca segnata dalla lotta politica e dalla ricerca di nuovi ideali. L’arresto per anarchia, nel 1894, segna una frattura profonda, ma anche un punto di svolta. Nei circoli intellettuali genovesi l’artista trova nuove direzioni, volgendo il proprio sguardo alla natura e al mito. La mostra intende restituire questa complessità, facendo emergere come Genova non sia solo scenario, ma parte viva della trasformazione di Nomellini”.

“Ottocento Svelato. Racconti di musei e collezioni nella Genova del XIX secolo” è promossa dal Comune di Genova e coordinata da Leo Lecci (Università̀ di Genova), i Musei di Nervi (GAM e Raccolte Frugone), l’Accademia Ligustica di Belle Arti, il Museo Diocesano, i Musei di Strada Nuova.












