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Corcos, Fattori e Tommasi, la Belle Èpoque italiana è livornese

I libri gialli di Colette, l'emancipazione femminile e i "tranche de vie" degli artisti italiani a Parigi

Corcos 'In lettura sul mare"
Corcos ‘In lettura sul mare”

Livorno, 23 ottobre 2025 – Boldini, De Nittis, Zandomeneghi ma non solo, c’è anche tanta Toscana e soprattutto tanta Livorno nella nuova mostra di Palazzo Blu dedicata alla Belle Èpoque italiana e al contributo che ha dato alla grande Belle Èpoque francese e parigina. Un contributo che è essenziale e non marginale, raffinato in senso estetico, sognante, quotidiano, femminile soprattutto, innovativo, poetico e sempre in “dialogo” e non in dipendenza con i maestri francesi, Degas, Monet, Cézanne e gli altri. L’Italia, la Toscana e Livorno, con le opere di Vittorio Corcos, raffinate, sognanti e diventate iconiche e uno splendido ritratto del primo pittore di “cronaca sociale”, Angiolo Tommasi. Ci spiega tutto la curatrice della mostra, la storica dell’arte Francesca Dini: “Sono felicissima di questo nuovo trend culturale legato all’800 italiano, una cultura diversa, una nuova modernità. È bellissimo vedere i nostri artisti dialogare con i maestri francesi. Proprio il dialogo tra di loro deve passare come la cosa più importante, perché questo valore amplifica l’importanza del racconto di questi pittori. A Parigi convenivano tutti i più importanti artisti ed erano di tutte le nazionalità. I nostri artisti in dialogo con gli impressionisti trovano a Parigi un ambiente favorevole in cui possono rappresentare i loro “tranche de vie” ed avere un ruolo particolare, autentico, e un rinnovamento, per un dialogo veramente emozionante”. Il livornese Corcos e Boldini, quale è l’importanza di questi due artisti per l’emancipazione femminile in questo periodo storico?Con Corcos e Boldini la figura femminile diventa simbolo di modernità. Nei loro capolavori ma anche con Fattori e per rimanere a Livorno con lo splendido ritratto di Angiolina Sansoni di Angiolo Tommasi. In mostra abbiamo opere di tutti e due questi artisti livornesi oltre a Corcos. La donna con Corcos, nel periodo della Belle Èpoque, conquista un ruolo che non è più secondario ma assume una propria individualità, essa può sognare, vestirsi come vuole ed essere libera”. Corcos e le edizioni Flammarion, gli ormai iconici libri gialli dei racconti di viaggio di Colette, che diventeranno in epoca moderna le copertine dei migliori best sellers contemporanei: “Certamente, perché le donne di Colette erano notoriamente libere e disinibite e nei quadri di Corcos, “Lettura sul mare” e “Sogni” sono sempre in primo piano. Infatti la Belle Èpoque è anche nei libri, insieme all’idea di modernità ed eleganza, che viene rispecchiata bene nella veduta di Punta Righini a Castiglioncello dove è ambientato “Lettura sul mare”. Corcos lì aveva una villa ed era molto benestante e racconta le straordinarie estati del turismo livornese. Il quadro di Corcos diventa oggi, copertina, icona, sentimento e stato d’animo. Per la Belle Èpoque la lettura diventerà uno strumento di rivendicazione sociale e di anticonformismo. La dama ritratta nel quadro di Corcos è infatti libera e disinvolta nell’atteggiamento, con le gambe accavallate e il braccio appoggiato, è una donna emancipata e libera di leggere e di divertirsi. Il quadro di Corcos è uno dei più grandi capolavori dell’800. Non si può pensare alla Belle Èpoque senza pensare alla Toscana, a Firenze e soprattutto a Livorno. Oltre a Corcos, Tommasi e Fattori, c’è anche un grande cugino dei livornesi, Giorgio Kienerk, che isiedeva a Fauglia e del quale abbiamo in mostra il dipinto “Giovinezza”.