Livorno, 28 ottobre 2025 – È arrabbiatissimo Luca Salvetti per l’ultimo rapporto dell’Ispra che dipinge la gestione del territorio livornese sulla base di foto satellitari di Google Heart come asfissiata da una politica di cementificazione, questi dati non sono attendibili perché non c’è riscontro dal vero e ci si basa solo su valutazioni errate, tuona il sindaco nella conferenza stampa di questa mattina convocata d’urgenza in Sala Giunta. E la questione è già stata dibattuta anche da altri enti, tra cui la Regione Emilia Romagna e altri venti comuni sul territorio nazionale, che hanno avuto lo stesso destino. Sul tavolo della conferenza stampa Salvetti mostra le foto di Google Earth del rapporto dell’Istituto Superiore Per la Ricerca Ambientale con i sette siti accusati di eccessivo consumo di suolo accanto a foto realizzate sulle stesse aree prima dell’intervento strutturale. Si tratta di strade provvisorie, errori di definizione delle aree, nelle planimetrie, supposizioni, la cui infondatezza, secondo l’amministrazione, è evidente. C’è anche il famigerato “Cubone” di via San Marino alla Scopaia, menzionato nella stessa maniera in cui viene denominato dai comitati di protesta (cosa che ha fatto arrabbiare ancora di più il sindaco), il nuovo skate park, le nuove aree di Parco Levante, la Darsena Toscana, via Giordano Bruno e l’area ex Canaccini. “Questi sono solo abbagli tecnici – dichiara Salvetti – un’analisi superficiale che ci pone come cementificatori e mangiatori di terreno e questo non lo permetto perché lavoriamo secondo le direttive europee e per il rapporto tra territorio a disposizione e consumo del suolo siamo in vetta a tutte le classifiche. I nostri detrattori dopo questo rapporto dell’Ispra si saranno “ringarzulliti” e questa è una cosa che non posso sopportare. Secondo il rapporto siamo responsabili del consumo di un quarto del suolo pubblico e questo solo dal 2024 al 2026 mentre la quasi totalità di questa percentuale è a stata carico delle passate amministrazioni dal 2006. Abbiamo tutto il diritto di protestare. Ho provato tra ieri e questa mattina un fastidio fisico crescente per questo rapporto che determina una falsità politica nei nostri confronti che può fare comodo solo ai nostri detrattori. Uno scandalo che la nuova palestra sia stata denominata “Cubone” anche nel rapporto. Questo rapporto si può definire come un abbaglio enorme e non attendibile”. In collegamento da remoto c’è anche l’assessora all’urbanistica Silvia Viviani, che aggiorna sui rapporti con l’ente statale Ispra: “Abbiamo potuto chiarire con Ispra alcuni punti trattati con superficialità e del tutto visive. Ci si basa su modifiche che così non sono, come per l’area ex Canaccini, conclusioni basate solo su rettangoli verdi e marroni, interpretate senza un sistema di rilevazione sul posto”.
Salvetti ha dunque illustrato gli errori più evidenti.
Passiamo ad analizzare nel dettaglio tutti i dati contestati del rapporto dell’Ispra. Si certifica un consumo di suolo nel 2024 di 3,58 ettari, ma su questo dato peserebbe una “svista macroscopica”, ovvero un ettaro in più di cementificazione nell’area del “Cubone” di via San Marino, in cui in realtà solo 1900 metri quadrati saranno sede della struttura, mentre gli altri 7 mila del lotto diventeranno un parco pubblico, come si vede nel rendering. Secondo dato gli edifici provvisori e rimovibili delle scuole Micheli in via Giordano Bruno, che in quanto rimovibili non possono essere definiti come cementificazione. Poi si passa alla Darsena Toscana e ai piazzali già “consumati” e adibiti da anni al deposito container ma conteggiati nel rapporto Ispra come cementificazione solo per il fatto di essere stati asfaltati per permettere l’ingresso alle gru. Via Cattaneo e il campo di calcio della società Livorno Nove, lì è stata considerata cementificazione una strada sterrata che servirà per il trasporto di materiali per lo stombamento del Rio Ardenza nell’ambito degli interventi per il post alluvione. Al termine dei lavori invece la strada sarà rimossa. Arriviamo poi a due dati che possono essere compatibili con la definizione di cementificazione ma si riferiscono a decisioni prese a livello urbanistico nel 1999. Si tratta dell’area a Levante tra via Machiavelli e via di Popogna, posta sul retro del Centro Levante della Coop, che ospita una nuova struttura commerciale e dell’area ex Canaccini alla Leccia, dove è stato realizzato il nuovo punto vendita Lidl.














