Livorno, 29 novembre 2025 – Il Conservatorio Mascagni torna al centro del dibattito politico cittadino. Dopo mesi di polemiche sul mancato stanziamento comunale a seguito della statalizzazione dell’istituto, il consigliere di Forza Italia Alessandro Guarducci interviene sull’assestamento di bilancio approvato in questa settimana da Palazzo Civico, che inserisce per il 2025 un contributo di 50mila euro destinato al Mascagni.
Guarducci ricorda come nel bilancio di previsione iniziale “la cifra fosse pari a zero”, sottolineando che fino a pochi anni fa il Comune garantiva un contributo di 300mila euro. Con la statalizzazione, spiega il consigliere, l’amministrazione aveva scelto di azzerare il sostegno economico, una decisione che Forza Italia aveva contestato già durante la discussione del bilancio: “È vero che il Mascagni è statalizzato, ma il Ministero finanzia esclusivamente i corsi universitari – biennio e triennio – non copre invece tutte le altre attività, dai corsi di avviamento alla musica per bambini e ragazzi ai concerti e alle iniziative culturali”.
L’inserimento di 50mila euro nell’assestamento “è una cifra che ritengo insufficiente – commenta Guarducci – ma rappresenta comunque un segnale politico importante: significa che il Comune ha riconosciuto l’errore e ha scelto di tornare a investire, seppur in misura ridotta, su un’eccellenza cittadina di valore nazionale, che attira studenti da tutta Italia e svolge un ruolo sociale prezioso”.
Guarducci guarda già al 2026, quando – come annunciato dall’assessora alla cultura Viola Ferroni – sarà firmata una nuova convenzione tra il Comune e il Conservatorio. “Accolgo con favore questa notizia. Mi auguro che nell’atto venga previsto un contributo maggiore, perché la cultura è fondamentale e il Mascagni rappresenta un patrimonio per tutta la città”.
Il consigliere ribadisce infine la necessità di un impegno più consistente nel prossimo bilancio: “Da zero a 50mila euro è meglio di niente, ma chiederò che la cifra venga aumentata. Il sostegno del Ministero copre solo i corsi universitari: tutto il resto, che è il cuore dell’attività formativa e culturale del Mascagni, non può essere lasciato scoperto”.










