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Il “caso Manetti” per Giani è solo una strumentalizzazione

Le dichiarazioni del governatore nell'ultimo consiglio regionale

Firenze, 2 dicembre 2025 – Il “caso Manetti” approda in Consiglio Regionale, il presidente Eugenio Giani ha risposto oggi alle interrogazioni di Fratelli D’Italia guidate dalla consigliera Chiara La Porta: “Sono solo strumentalizzazioni, io ero solo interessato al suo stato di salute”. La patente ritirata e l’infrazione del 13 novembre scorso da parte della neo assessora alla cultura Cristina Manetti continuano a fare rumore, mentre a Livorno sono costate la sfiducia del consiglio di redazione de Il Tirreno al direttore Cristiano Marcacci, “reo” di non aver pubblicato la notizia. Ingerenza politica è l’accusa al governatore Giani, che è accorso il 13 novembre, la sera stessa della vittoria delle elezioni, in aiuto della Manetti, pizzicata a sorpassare sull’A11 sulla corsia d’emergenza la lunga fila che si era venuta a creare. “Un giramento di testa a causa di un calo di pressione” si discolperà la Manetti, che chiamerà anche un’ambulanza. Giani, accorso con la sua insieme ad altre due auto, la accompagnerà dal Prefetto, secondo le accuse per sincerarsi dell’iter legale della sospensione della patente. Niente di vero, smentisce Giani nel consiglio di oggi, il colloquio con il Prefetto era di routine. Ma andiamo a vedere le dichiarazioni.

“I consiglieri di Fratelli d’Italia hanno forzato la vicenda”


“Ero a casa mia, a un chilometro da lì – dichiara il governatore – ho preso la mia macchina e sono andato a vedere, per accertarmi della sua salute. Quando sono arrivato c’erano i sanitari con un’ambulanza”. E continua: “I consiglieri di Fratelli d’Italia hanno forzato la vicenda”. Per quanto riguarda il colloquio con la Prefetta di Firenze, Giani afferma: “Col prefetto ho un’ordinaria consultazione. Quel giorno, il lunedì del voto in cui è finito l’impegno elettorale mi sono recato per interloquire su questioni di ordinaria consultazione”. Non tarda la replica di Chiara La Porta, che minaccia un esposto e la richiesta di dimissioni: “Non si sta parlando di un’infrazione stradale ma di una questione politica, perché i cittadini vogliono sapere se la legge è uguale per tutti o se un assessore ha avuto altre opportunità. Lei, governatore Giani, sceglie di non rispondere e si attacca a quello che abbiamo detto. Su questo caso andremo avanti. Come consiglieri regionali metteremo in atto accesso agli atti, mozioni, passando eventualmente per la richiesta di dimissioni. Oltre a questo valuteremo, una volta finite tutte le prerogative che abbiamo, se eventualmente fare un esposto”. Critico anche il candidato perdente per Fratelli d’Italia alla carica di presidente e sindaco di Pistoia Alessandro Tommasi: “Oggi sono uscite sconfitte le istituzioni e l’immagine delle istituzioni, di cui il presidente della Regione è il primo garante. Se non si danno risposte chiare, si chiarisce fino in fondo, ci rimettono appunto le istituzioni e la loro credibilità”.