Livorno, 14 dicembre 2025 – Criticata durante l’ultimo consiglio comunale da parte della maggioranza la zona rossa del Prefetto Giancarlo Dionisi, estesa tra l’altro estesa anche a piazza della Repubblica, “perché la criminalità si sposta altrove, nella vicina piazza dei Mille e in via della Pina D’Oro ad esempio”. Inoltre, in una delle ultime dichiarazioni Dionisi si è lamentato per i ritardi nello sgombero delle baracchine di piazza Garibaldi. Duro il sindaco Luca Salvetti che non ammette ingerenze da parte della Prefettura sull’urbanistica: “Il prefetto non ci detti le regole, i suoi toni sono inaccettabili, riqualificare quell’area a livello urbanistico non gli compete”. Nel corso dei suoi mandati Salvetti ha sempre ribadito con forza il concetto che la questione sicurezza non spetta all’amministrazione ma all’esecutivo. Con l’istituzione della zona rossa, fortemente voluta dal centro destra, la polemica sulla competenza della sicurezza dei cittadini sfocia in ambito politico, poiché il provvedimento governativo operato da Dionisi è stato visto come una vittoria dell’opposizione. La soddisfazione di Perini e di Guarducci, dopo gli emendamenti di Dionisi infatti, è stata evidente. Immigrazione, degrado, spaccio di stupefacenti e gestione dell’area pubblica del centro cittadino, sono sempre stati dei cavalli di battaglia del centrodestra, che ha attaccato Salvetti su più fronti, dalle occupazioni abusive al concetto di “percezione” degli aumenti dei reati. Inoltre diventa sempre più pesante e ingerente l’ingerenza nelle delibere del Prefetto e Pd e maggioranza non ci stanno. “Se si vuole decidere le politiche securitarie bisogna vincere le elezioni” dichiara Panciatici di Buongiorno Livorno, “L’unico risultato di questo approccio è creare un distacco dalla politica che sembra non in grado di risolvere il problema, e spaventare i cittadini” interviene Barontini di Livorno Popolare. Per Bertozzi di Avs il Prefetto “quando dice “se la criminalità si sposta, lo Stato la segue” rivela molto sul metodo che questo governo vuole impostare. Lo Stato non segue la criminalità ma fa progetti. La zona rossa non funziona, la criminalità si è spostata verso piazza dei Mille e via della Pina d’Oro. Quando si espande una zona rossa, è un fallimento”. È dunque scontro istituzionale tra maggioranza e Prefetto e in difesa di Dionisi intervengono Guarducci e Perini: “Nel leggere l’intervista del sindaco su piazza Garibaldi sono rimasto spiacevolmente sorpreso, sia dai contenuti che dai toni sopra le righe – dichiara il capogruppo di Forza Italia – Sarebbe auspicabile una maggiore coerenza nell’azione di governo del sindaco. Comprendo che la sicurezza possa creare fibrillazioni nella maggioranza che la sostiene come è emerso da un intervento sul Tirreno di martedì 9 dicembre, ma sarebbe necessario un approccio più saldo e lineare da parte sua. Lei ripete spesso che la sicurezza è competenza dello stato e il sindaco non c’entra e allora perché ogni volta che il prefetto Dionisi avanza una richiesta, lei la vive come ingerenza, mostrando fastidio come fosse un’imposizione? Lei, sindaco, reagisce come se il prefetto mettesse limiti alla sua iniziativa politica. E invece la zona rossa aumenta i controlli verso chi delinque. Spero che non torni indietro sulla decisione di riqualificare la piazza eliminando le baracchine, come aveva annunciato in consiglio comunale”. “Stiamo vedendo tutte le sue contraddizioni su piazza Garibaldi – tuona Perini – da anni racconta che le baracchine saranno tolte, e invece sono rimaste quasi tutte. E ora dichiara al giornale che si torna indietro. Cosa sta facendo di concreto, a parte gli spettacolini, per aiutare i residenti di piazza Garibaldi, oppressi dagli spacciatori per anni nella sua totale indifferenza?”. “Se le baracchine verranno tolte o meno non è una questione che riguarda il Prefetto” sostiene il sindaco, specificando che il progetto di urbanizzazione di Piazza Garibaldi è già stato deciso e andrà avanti, quindi le baracchine saranno tolte. Inoltre in sei anni di mandato i rapporti con i passati tre Prefetti sono stati ottimi per il bene dei cittadini e la loro sicurezza: “Se questo viene meno il sindaco è il solito da sei anni, a cambiare è stato qualcun altro, interroghiamoci su questo” chiude.
Lo scontro istituzionale tra Salvetti e Dionisi
La discussione durante l'ultimo Consiglio Comunale












