Home Livorno Cronaca Livorno Risse, querele e Jukebox, ennesimo caso Perini

Risse, querele e Jukebox, ennesimo caso Perini

Stavolta la villa di lusso all'Ardenza di proprietà del consigliere di Fratelli d'Italia venduta per 710 mila euro

Livorno, 22 gennaio 2026 – Ancora il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Perini nell’occhio del ciclone e ancora il Tirreno sotto accusa, ed ecco l’ultimo video su Facebook. Stavolta si tratta di una trattativa immobiliare, una lussuosa villa in via Pacinotti ad Ardenza, venduta dal consigliere ad una famiglia livornese per 710 mila euro, ma stando a quanto riporta il più importante quotidiano cittadino, esiste un procedimento legale per un “vizio” nel rogito, ovvero ci sarebbe la cantina allagata e piena di fango fin dai tempi dell’alluvione del 2017. E la famiglia acquirente ha chiesto i danni, non essendo ancora potuta andare a stabilirsi nella nuova villa, tra parentesi si tratta di una famiglia di sommelier che avrebbe usato la cantina come deposito per i vini. Danni quantificati e comminati dal giudice del Tribunale Amministrativo di Livorno a Perini, in 27 500 euro di multa più 44 mila di spese, da detrarre dai 710 mila della vendita. La questione è ampiamente trattata da Il Tirreno in tutte le sue fasi, nomi dei legali, del giudice e le istanze varie. Ma Perini non ci sta e sbotta ancora su Facebook. Freschissima la lite con strascico istituzionale con Salvetti in sesta commissione consiliare, meno recente, ma si parla di una settimana fa, la nuova querela di Perini a Lenny Bottai per la palestra comunale della Spes Fortitude della quale non verrebbero pagati gli affitti. Andando indietro di tre o quattro giorni, i moduli di iscrizione al Partito di Fratelli d’Italia stampati con la fotocopiatrice del Comune, vicenda che vede ancora Perini al centro delle critiche ed è oggetto di un’inchiesta per peculato, fatto ancora ripreso da Il Tirreno e descritto da Perini come un “falso scoop”. E se vogliamo andare ancora indietro nel tempo, ci sono altre due querele a Bottai, sempre per lo stesso motivo, e altre denunce, stavolta per rissa, sempre con Bottai, e addirittura sotto Palazzo Comunale, e ancora, e ci sarebbe da dire forse forse il pezzo forte della serie, le “inchieste” di Perini sul patrimonio immobiliare del Comune. Ovvero l’appartamento dato “gratis” al papà di Mia Diop, si badi bene neo fresca eletta Segretaria del Governatore Giani, le gravissime accuse per gli immobili di edilizia popolare alla Guglia, per la precisione in via Giordano Bruno, case occupate da spacciatori, questione legata all’omicidio Denny Magina e finita in cronaca nazionale, a Rete Quattro e a Fuori dal Coro, con tanto di proteste ufficiali e istituzionali di Salvetti contro Perini e il conduttore Mario Giordano. Questione “immobiliare” quest’ultima ben più grave, di quella legata alla lussuosa villa di Perini all’Ardenza con la cantina piena di fango. Ma tant’è, ci si accontenta anche di questo, mentre a Livorno metà delle case popolari è ancora sfitta o peggio e in tanti livornesi dormono sotto le stelle. Tanto per fare l’avvocato del Diavolo, pardon di Perini. E per chi non fosse finalmente sazio, ci sarebbe anche il parco macchine dei dipendenti Asa, con auto “sostitutive” da 70 mila euro. Anche qui, le istituzioni e la maggioranza si sono arrabbiati col consigliere dell’opposizione. Il quale è stato redarguito da Salvetti nell’ultima conferenza stampa “straordinaria” convocata dopo l’ultimo litigio in sesta commissione, per la sua condotta sui social, ovvero per i suoi video di inchiesta e di denuncia. Ma Perini ha sbottato anche stavolta su Facebook e ha postato un altro video, denunciando “attacchi a mezzo stampa” che cercano di “infangare la sua immagine”. Per chiudere bisogna precisare che se il consigliere Perini si pone costantemente in contrapposizione con le politiche di Salvetti e anche, sempre restando nel “colore” politico, in contrasto pressoché costante con il radicalissimo di estrema sinistra e comunista Lenny Bottai, è anche vero che Perini, se pure in minoranza nella storicamente rossa Livorno, appartiene pur sempre al partito di Governo della Meloni, quindi per ogni evenienza può sempre tirare su la cornetta e fare una telefonata a Roma, telefonata del genere mai gradito da nessuno quindi neanche da Salvetti, tanto per fare la livella sugli errori politici dei contendenti. E poi, al di là del peso e del valore politico degli ormai numerosi “casi” Perini, la questione si sta scolorendo in una serie di vicissitudini poco importanti, poco interessanti per i cittadini, più simili alle sfide tra paninari e metallari in via Ricasoli negli anni 80, anni in cui Perini, Salvetti e Bottai erano più giovani guarda caso, con faccia a faccia, spintoni, insulti, risse, denunce ed altre gloriose “gesta” da bar, che travalicano il peso e lo spessore delle questioni politiche che trattano. Il rischio è appunto un eccesso di personalismo, spiacevole sempre in politica, perché si dovrebbe parlare di altro. Comunque ecco il testo dell’ultimo video di Perini su Facebook, l’ennesimo:

Ancora un video di Perini

“Amici, vi sarete accorti che da mesi sono oggetto di attacchi a mezzo stampa. Succede che alcuni avversari politici, in anonimo, e anche persone che vogliono farmela pagare, girano notizie alla stampa. E fin qui nulla di male. Quello che non mi piace è il tono che viene dato a queste notizie, l’enfasi che viene dato a queste notifiche, perché mi accorgo che il sottinteso è guardate cosa vi nasconde Alessandro Perini, guardate che scheletri ha nell’armadio il consigliere Perini. Ma voi mi conoscete e sapete che io sono solito rispondere e metterci la faccia. Allora vi dico che secondo me chi fa politica si presta agli altri e al servizio degli altri e deve rispondere alle chiamate degli altri e cercare di risolvere i problemi che i cittadini gli pongono. È quello che cerco di fare io, è quello che ho sempre cercato di fare io. Viceversa non credo che sia corretto che se voi mi chiamate io mi spogo con voi, ma Perché anche io ho una vita normale, come le vostre, ho tutti i problemi delle persone normali, non sono una persona che sta in una teca di cristallo intoccabile, anch’io ho i miei alti e bassi, anch’ io posso avere problemi familiari, anch’i posso ricevere una multa, posso ricevere un cartello esattoriale. Se io non vi racconto le mie questioni personali non è perché io me ne devo vergognare o perché cerco di nasconderle, è proprio perché penso che a voi non interessi, perché secondo me voi quando mi chiamate mi chiedete di intervenire e questo è quello che cerco di fare, questo è quello che continuerò a fare, anche se c’è chi prova a bloccarmi cercando di infangare la mia immagine con notizie appunto che non hanno nulla a che fare con la politica e che hanno a che fare anche con la mia vita personale. Io continuerò a portare avanti le vostre battaglie a esserci quando voi mi chiamate, con la stessa serietà, con la stesso onestà e con la stesa onorabilità di sempre. E non sarà questa macchina del fango a fermarmi”.