Livorno, 4 febbraio 2026 – Sono fermi i lavori ai Tre Ponti, il consorzio edile incaricato ha chiesto la sospensione dei lavori di costruzione delle strutture che dovranno reggere il nuovo ponto in costruzione in Sicilia. Secondo la legge, prima dell’inserimento di una nuova ditta, il nome della quale sarebbe già stato individuato, passerà del tempo, necessario per le verifiche della Regione.
Insorge l’opposizione, questo il comunicato del capogruppo di Forza Italia Alessandro Guarducci: “Da mesi non si vedeva più nessuno all’opera nel cantiere dei Tre Ponti: già nello scorso settembre scrissi un comunicato per evidenziare che «sui cumuli di terra ammassati nel cantiere sono cresciuti fiori, piante, erba e sterpaglie, a conferma dell’insostenibile lentezza di un lavoro che avrebbe dovuto concludersi un anno e mezzo fa. Adesso ciò che avevamo percepito è ufficiale: i lavori per la costruzione del nuovo ponte sono fermi e non si sa neppure quando riprenderanno perché, come ha annunciato Il Tirreno, la ditta incaricata si è addirittura ritirata. Ecco come il governatore Eugenio Giani e la Regione Toscana, guidata da PD e compagni del cosiddetto “campo largo”, stanno prendendo in giro i livornesi: reiterano continuamente la promessa di realizzare un’opera, tacendo sui ritardi e sugli aumenti dei costi (cosa che sta analogamente avvenendo per l’Ospedale e le Case di comunità) e fingendo che tutto vada bene. Il tutto con la complicità del sindaco Salvetti e della sua giunta di sinistra, che hanno sempre giustificato i ritardi dei lavori per il ponte che sarebbero dovuti durare 18 mesi, mentre ne sono già passati 40. Era infatti l’ottobre del 2022 quando la Regione Toscana annunciò con toni trionfalistici (in particolare il presidente Eugenio Giani e l’allora assessora all’Ambiente Monia Monni) l’affidamento dei lavori per la realizzazione della nuova struttura al posto degli storici Tre Ponti: un’opera da oltre 7 milioni di euro che avrebbe dovuto essere ultimata nel giro di diciotto mesi. Ma già un anno dopo, quando il governatore Giani e il sindaco Salvetti presentarono il ponte Bailey, dove sarebbe stato deviato il traffico del lungomare, la costruzione del nuovo ponte registrava un consistente ritardo. Era, per la precisione, il 14 novembre 2023. Oggi i mesi trascorsi sono 40, più del doppio di quelli preventivati al momento dell’appalto, e ancora non si intravede il finale di questa operazione: con il ritiro della ditta incaricata si apre infatti necessariamente una nuova procedura per il riaffidamento dei lavori. Insomma, dopo innumerevoli peripezie e imprevisti, dopo i continui rinvii, dopo le rassicuranti promesse mai mantenute, è evidente come quest’opera rappresenti — in tutta la sua evidenza — l’incapacità amministrativa della Regione guidata da Giani e il suo disinteresse per Livorno, ma anche la debolezza politica della giunta Salvetti. Il tutto senza dimenticare l’aumento dei costi, naturalmente a carico dei cittadini-contribuenti: merita di essere ricordato che il ponte Bailey, assemblato il 15 novembre 2023 per deviare il traffico, costa circa 25 mila euro al mese per il noleggio. Un vero affare per il noleggiatore, che continuerà a riscuotere anche con il cantiere chiuso. In più, c’è da capire quali siano le motivazioni che hanno spinto la ditta a recedere dall’incarico. Esiste forse un possibile contenzioso? Si sono forse verificate inadempienze da parte del committente (la Regione) che hanno impedito la prosecuzione dei lavori? In tal caso, la ditta potrebbe chiedere, oltre al pagamento dei lavori finora eseguiti, anche un risarcimento per la mancata esecuzione. Proprio fare chiarezza sulla vicenda, Forza Italia presenterà interrogazioni urgenti sia in Consiglio regionale sia in Consiglio comunale. Intanto auspico che la cittadinanza livornese si renda finalmente conto che non è più possibile continuare a credere a queste persone, che ci prendono in giro su tutto: dalle opere pubbliche alla sanità, dalle infrastrutture alla sicurezza urbana”.
Tre Ponti, lavori fermi, insorge il centro destra
L'intervento di Alessandro Guarducci













