Livorno, 9 febbraio 2026 – Il previsto litigio tra maggioranza e opposizione riguardo il tema sicurezza e centri sociali si è acceso nel Consiglio Comunale di oggi che si è visto interrompere per 20 minuti ben due volte a causa degli interventi dei consiglieri di Fratelli d’Italia Alessandro Perini e Marcella Amadio. Il pretesto i fatti violenti avvenuti nei giorni scorsi a Torino in occasione della manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, dove un poliziotto è stato pestato da un gruppo di manifestanti.
Perini da ancora del “criminogeno” a Salvetti
Sul tavolo dell’ordine del giorno del consiglio comunale ci sono tre atti centrati sui fatti di Torino, uno della maggioranza, a tutela dei manifestanti pacifici, delle forze dell’ordine e due dell’opposizione, uno firmato Lega con Carlo Ghiozzi e uno come detto di Fratelli d’Italia, ambedue di tutt’altro tono rispetto alla maggioranza. Oltre alla ferma condanna dei fatti avvenuti e ad una presa di posizione in solidarietà con le forze dell’ordine e con il poliziotto ferito, si chiede infatti anche un impegno formale dell’amministrazione in ambito locale sulla gestione dei beni pubblici dati in concessione a enti, associazioni e centri sociali. Si tratterebbe di una clausola, richiesta dai firmatari del centro destra, che vietasse per il periodo di dieci anni l’accesso a locali pubblici e immobili in caso di eventi lesivi della pubblica sicurezza. È ovvio il riferimento alla recente inchiesta di Perini in merito all’occupazione abusiva del Palazzo del Refugio, del centro sociale al piano terra dell’immobile e dell’Ex Caserma Occupata, altro centro sociale livornese, occupati “abusivamente” ma con la “compiacenza” dell’amministrazione. Il Comune di Livorno è sicuramente consapevole della situazione ed ovviamente scoppia il dibattito. Ad iniziare è Perini: “I centri sociali sono la base operativa della violenza, i luoghi dove la violenza si organizza. Se il sindaco dialoga con loro ha un effetto criminogeno sulla città, lo ribadisco”. A queste parole i consiglieri della maggioranza abbandonano l’aula, “dibattito surreale” commenta Panciatici di Buongiorno Livorno e i lavori ripartiranno solo dopo venti minuti.
Marcella Amadio strappa l’atto della maggioranza
Il secondo incidente vede protagonista la consigliera di Fratelli d’Italia Marcella Amadio che al momento del suo intervento strappa il documento firmato dal centro sinistra. A protestare questa volta ci sono anche dei cittadini presenti in consiglio comunale a titolo personale, tra di loro ci sono alcuni rappresentanti del centro sociale Il Refugio e del Comitato degli Orti Urbani di via Goito, presenti con cartelli e striscioni. “Un coro di cornacchie” commenta l’Amadio e di nuovo il consiglio viene sospeso, ancora per venti minuti.

Sicurezza e centri sociali, tema spinoso
A Torino i fatti avvenuti hanno creato uno scontro istituzionale che ha coinvolto anche il ministro Piantedosi, il quale si chiede se tra i manifestanti pacifici e gli organizzatori di Askatasuna, ci fosse più o meno “consapevolezza” e quindi premeditazione, per gli scontri avvenuti. Tre giovani arrestati per il pestaggio del poliziotto Alessandro Callista e spuntano in un secondo tempo i filmati in cui si vedono i manifestanti manganellati “deliberatamente e senza motivo”. Gli organizzatori di Askatasuna rilasciano una nota ufficiale in cui non si dissociano dai fatti violenti avvenuti e lo scontro tra diritto alla sicurezza e diritto a manifestare si ripete di nuovo. Per Piantedosi su circa 50 mila manifestanti mille e cinquecento hanno partecipato agli scontri, “coperti deliberatamente o meno?” chiede il Ministro. Il nodo spinoso della questione è quello legato all’esistenza e alla sopravvivenza dei centri sociali in quanto punti di aggregazione sociale di pubblica utilità legalmente riconosciuti sia a livello locale che nazionale. Chi c’è “sotto copertura” tra gli occupanti “abusivi” dei centri sociali? Se lo chiedono sia Piantedosi che Perini. La destra nazionale ha legiferato il Ddl sicurezza, Perini a Livorno fa il gioco del Governo Meloni e si arroga il merito e il dovere delle nuove “zone rosse” anche al di là dei meriti e delle ordinanze del nostro Prefetto Giancarlo Dionisi, il quale sembra andare più d’accordo di recente con Salvetti che con Perini, il quale salta sempre oltre la Toscana e il Partito Democratico, fin dove trova la sua maggioranza di Governo, a Roma. Per questo Salvetti deve stare molto attento perché il Pd è maggioranza “solo” a Livorno e in Toscana e i decreti sicurezza sono tutti a firma Meloni. Sul piatto ci sono urbanistica, economia, commercio, con via Cambini e piazza Garibaldi, ed emergenza abitativa con le case popolari sfitte e occupate dagli extracomunitari in maniera illegale e molte famiglie livornesi senza tetto. Tutto può essere “sfilato” dal portafoglio di Salvetti e del Pd per entrare nelle tasche di Perini, Fratelli d’Italia e Meloni. Ex Caserma Occupata, TeatroOfficina Il Refugio, il sindacato inquilini Asia Usb, i migranti, gli extracomunitari e gli spacciatori di cocaina, le bombe sociali, la sicurezza, il clima di violenza e i decreti. Quanto ci sia di “premeditato” e di illegale anche a Livorno tutti se lo domandano, non solo Perini. Perché la malavita da qualche parte i soldi li ricicla, o nel privato o ahinoi, come purtroppo sappiamo amaramente tutti, negli investimenti pubblici. A Livorno dove dunque? La questione sicurezza è solo una parte del problema ed è ovviamente una conseguenza e una “falsa concausa”. “Coperture” e malavita, questo il vero problema da risolvere al di là delle risposte sui diritti civili a manifestare e ad abitare. Il quesito a cui Salvetti “deve” rispondere se vuole vincere la partita. Diritti e sicurezza non sono né di destra né di sinistra, i dibattiti sul colore politico di tali questioni serve solo a far perdere tempo, riempire le pagine dei giornali e gettare fumo negli occhi dei cittadini.












