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FdI vuole schedare le scuole di Bagno a Ripoli, il sindaco: “intimidazione fascista”

Ferma reazione di tutta la sinistra regionale, Mazzeo: "tutto questo è anti democratico"

Bagno a Ripoli (FI), 19 febbraio 2026 – Fa molto discutere la mozione di Fratelli d’Italia in consiglio comunale a Bagno a Ripoli, nel fiorentino che vuole “schedare” le scuole comunali in base all’appartenenza politica, in modo da facilitare i genitori nella scelta più idonea per i loro figli. Proprio così, si “dovrà specificare l’orientamento politico voluto dal corpo docente e dalla dirigenza” si legge nella mozione e si specifica le diciture da aggiungere: “politicamente schierata a sinistra”, “favorevole alle teorie Lgbtq+ e/o woke”, “antisionista”, “antifascista” o “anticattolica”. Il commento del sindaco Francesco Pignotti non lascia spazio ad aperture e innesca una polemica rovente: “I consiglieri di Fratelli d’Italia ci chiedono di schedare le nostre scuole. Proprio come al tempo del fascismo”. E ancora per il sindaco non si tratta soltanto di una «grave provocazione», ma di «un attacco vergognoso alla libertà delle nostre scuole» e di «un’intimidazione senza pudore» nei confronti di insegnanti e dirigenti. Pignotti richiama inoltre il periodo del ministero dell’Educazione nazionale istituito da Benito Mussolini, evocando le liste di proscrizione e le persecuzioni dei docenti non allineati. «Qualunque sia l’obiettivo dei consiglieri di FdI – conclude – a Bagno a Ripoli troveranno una comunità unita nel difendere la propria scuola e il diritto all’istruzione». Indignato anche Emiliano Fossi, segretario toscano del Partito Democratico: “Tentativo di intimidazione verso chi lavora nella scuola pubblica. La scuola è presidio di libertà, pluralismo, laicità e democrazia, non terreno di schedature o liste di proscrizione».

Antonio Mazzeo:”Tutto questo è anti democratico”

Ad intervenire c’è anche il segretario del consiglio regionale Antonio Mazzeo con un lungo intervento: “Dopo il questionario di Azione Studentesca che chiedeva agli studenti se avessero “professori di sinistra” che fanno propaganda, ora, a Bagno a Ripoli, Fratelli d’Italia arriva addirittura a chiedere la schedatura delle scuole per “individuare” quelle considerate “di sinistra”. Non è una provocazione, come la destra ha provato a minimizzare. È una deriva inquietante. Perché quando inizi a fare elenchi per distinguere presunti “buoni” e “cattivi”, la scuola smette di essere un luogo libero e diventa un terreno di intimidazione. Le liste di proscrizione sono una cosa orrenda: appartengono ai regimi, non a una democrazia. E chi le evoca, anche solo travestendole da “monitoraggio”, rivela un riflesso illiberale che non possiamo e non dobbiamo normalizzare. Tutto questo è grave. È antidemocratico. E va respinto con nettezza, senza ambiguità. Bene ha fatto il sindaco Francesco Pignotti a denunciarlo con forza. Ora tocca a tutti noi tenere alta la guardia e difendere l’autonomia della scuola e la libertà di insegnamento”.