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Venezi al Colòn: “le critiche sulla mia nomina per questioni politiche e machismo”

L'intervista della direttrice d'orchestra pisana al più importante quotidiano argentino

Buenos Aires, 19 febbraio 2026 – “Ho scelto di non reagire, di non parlare, perché mi sono resa conto che in quella società la verità non interessa a nessuno. Così ho deciso di concentrarmi su ciò che mi interessa e che mi fa stare bene con me stessa: la musica, il mio lavoro, ciò che sono e so fare. Sono rimasta molto sorpresa dall’affetto che ho ricevuto da tante persone. Questo mi ha dato molta forza”. Sono le parole della direttrice d’orchestra Beatrice Venezi, rilasciate al “Clarín”, il primo quotidiano argentino, il quale ha voluto intervistarla sulla questione della sua nomina a direttrice musicale del Teatro La Fenice di Venezia. Beatrice Venezi fa parte del Teatro Colón di Buenos Aires come direttrice principale ospite dell’Orchestra Stabile ed avrà una serie di impegni in sud america tra cui Cavalleria Rusticana e un omaggio a Pavarotti. Poi continua a spiegare i motivi delle critiche politiche, umane e sindacali piovutele addosso: “Ho capito di trovarmi nel mezzo di una questione politica: è stato come un modo per attaccare l’attuale Governo, e inoltre c’erano le elezioni regionali in Veneto, di cui fa parte Venezia. A peggiorare la situazione, c’era l’aggravante di attaccare una lavoratrice, una donna. In Italia c’è ancora molto machismo. Superato il momento difficile, ho pensato: ‘Hanno paura del nuovo’. Non osano rischiare con progetti innovativi. Venezia ha bisogno di attrarre nuovi pubblici che arrivano con il turismo. Gli abbonati attuali hanno più di 80 anni. Se non si prova a fare qualcosa di diverso nell’arte, dove altro farlo? Altrimenti i teatri diventano musei. Assumerò l’incarico a ottobre”. Sull’Argentina dice: “Per me è come essere a casa. Più che in Italia, persino in Svizzera, dove vivo. Qui ho costruito relazioni di grande affetto e stima. È un Paese che mi sembra avere prospettive, un potenziale enorme. Qui si possono fare cose che in Europa non sono possibili perché non è solo il Vecchio continente, ma anche un continente ‘vecchio’. Una delle cose che mi ha conquistato dell’Argentina è la società: la gente qui è molto diversa da quella europea. La grande forza dell’Argentina sta in due valori aggiunti: il pensiero critico e le relazioni sociali, che sono più autentiche. In Europa non è così per molte ragioni, come le tensioni sociali degli ultimi anni, che hanno generato paura dell’altro e sfiducia. Per motivi di politiche sociali e fenomeni migratori, l’Italia non ha più l’identità di prima. Sono in una fase della mia vita in cui sto pensando di avere figli. Qui mi sembra il luogo ideale, lo dico sinceramente”.