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Malamovida alla Leccia, arriva la raccolta di firme dei residenti

"Non va bene, non è regolare, qualcuno deve fare qualcosa"

Livorno, 9 marzo 2026 – “Non va bene, non è regolare, qualcuno deve fare qualcosa”, sono arrabbiati i residenti della Leccia per il caos, il degrado e la confusione creata dai giovani il fine settimana nel parco davanti al Conad, sono 700 le firme raccolte per la petizione che in questi giorni verrà consegnata al Prefetto. “Arrivano le macchine e iniziano i cori, mettono le casse in mezzo al campo da basket e si mettono a cantare, si riuniscono con i motorini, sono tutti ubriachi e vomitano ovunque, non se ne può più”. Abbiamo raccolto un’altra testimonianza indignata dei residenti della Leccia, i quali si sono costituiti in un comitato e hanno dato vita ad una raccolta di firme. Con la maxi operazione delle forze dell’ordine dello scorso fine settimana il caos della cosiddetta “malamovida” sembra essersi attenuato ma la situazione va avanti da anni e i residenti sono sfiniti perché mancano le ore di sonno. I ragazzi che si ritrovano nel parco sono quasi tutti minorenni e per la maggior parte partecipano alle serate nella vicina discoteca The Cage a Monterotondo: “La situazione non è iniziata quest’anno nonostante i giornali e le forze dell’ordine se ne siano interessate solo adesso, le cose sono iniziate dopo il Covid. Di mezzo c’è sicuramente il The Cage, i ragazzi fanno il pre e post serata e alcuni di loro spesso non entrano neanche nel locale e attaccano alle due di notte con la musica, i fuochi d’artificio e le bombe carta. Abbiamo cercato di parlare con i gestori del The Cage e mi sembrano persone per bene che fanno il possibile, la responsabilità non è certamente loro”. In alcuni frangenti la situazione è diventata anche pericolosa, sia per la giovane età dei ragazzi, che possono sentirsi male per l’abuso di alcolici, sia per il contatto con i residenti, si registrano infatti alcuni momenti di tensione: “Specchietti rotti, macchine rigate, mi è successo personalmente l’anno scorso che una sera a mezzanotte mi suonassero al citofono per preparare il caffè per una ragazza che si era sentita male per l’alcol, siamo scesi e gli abbiamo portato delle coperte. Alcuni vengono sotto casa e ci sfidano urlando, noi non vogliamo puntare il dito contro nessuno perché il rischio di un litigio è alto, meglio mettere la situazione in mano alle autorità. La situazione è pericolosa, i ragazzini prendono le strade in motorino controsenso e potrebbe succedere un incidente. Quasi tutti abbiamo partecipato alla raccolta di firme e non pensiamo ci siano colpe specifiche ma occorre fare qualcosa perché così non va bene”.