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Crisi Moda: il Consiglio regionale approva all’unanimità una risoluzione

Firenze, 11 marzo 2026 – Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato all’unanimità una proposta di risoluzione della commissione Sviluppo economico sulla crisi del settore moda, con l’obiettivo di tutelare occupazione e sistema produttivo.

La presidente della commissione, Brenda Barnini (Pd), ha definito il testo “positivo per merito e metodo”, sottolineando l’impegno condiviso dei consiglieri nell’affrontare una crisi che dura da oltre 22 mesi e che interessa circa 110 mila lavoratori. La moda in Toscana rappresenta il 40% dell’occupazione manifatturiera e il 5% del Pil regionale. Solo nel 2025, sono stati persi 3.800 posti di lavoro, mentre 8.000 persone hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali.

Barnini ha ribadito la necessità di riunire istituzioni, imprese e sindacati per definire un “patto di sviluppo e coesione” e ha evidenziato alcune parole chiave della risoluzione: valorizzazione dei distretti, legalità, etica, sostenibilità, formazione e qualità dei prodotti “Made in Tuscany”.

“Oggi è un primo passo – ha detto Barnini – ma occorre fare in fretta: la moda ha ricadute trasversali sull’intera economia della nostra regione”.

La vicepresidente della commissione, Marcella Amadio (FdI), ha rimarcato l’importanza di monitorare costantemente il settore e valorizzare il marchio “Made in Tuscany”, noto in tutto il mondo per la qualità e la sostenibilità.

Per Matteo Biffoni (Pd), la crisi sistemica va affrontata unendo tutti i livelli istituzionali, inclusi Governo e enti sovranazionali, e ha ricordato il peso dei costi energetici sulle imprese.

Gli interventi dei consiglieri hanno toccato temi chiave: innovazione, formazione, legalità, semplificazione burocratica, ricambio generazionale e accesso al credito. Francesco Casini (Cr) ha sottolineato che “la moda non è solo un settore economico, è la Toscana”.

Diego Petrucci (FdI) ha invitato a guardare anche a ciò che la Regione non ha fatto negli anni, ad esempio sulla leva urbanistica per nuovi insediamenti industriali e la lotta alla concorrenza sleale.

Claudio Gemelli (FdI) e Gabriele Veneri (FdI) hanno evidenziato l’urgenza di interventi rapidi e concreti, puntando su innovazione, ricerca e coinvolgimento diretto delle aziende e dei grandi gruppi presenti in Toscana.

Infine, Matteo Trapani (Pd) e Antonio Mazzeo (Pd) hanno sottolineato l’importanza di tradurre la risoluzione in azioni concrete, con particolare attenzione allo sviluppo sostenibile della filiera e alla promozione di un “nuovo modo di fare moda” in Toscana.

“Partire dalla risoluzione per andare oltre – ha concluso Federico Eligi (Cr) – significa predisporre atti concreti con risorse e impegni condivisi tra Governo, Regione e sistema moda”.

L’unanimità del Consiglio regionale invia un chiaro segnale: la Toscana intende affrontare la crisi della moda con strategia, coesione e rapidità, mettendo al centro il futuro del settore e dei suoi lavoratori.