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Arriva il dispositivo fine vita per Libera

Dopo due anni di attesa il sì del Tribunale di Firenze

Firenze, 17 marzo 2026 – Ci sono voluto due anni di attesa e di battaglie legali ma alla fine Libera, nome di fantasia di una 55 enne toscana affetta da sclerosi multipla, ha ottenuto la sentenza del Tribunale di Firenze che le ha permesso di ottenere il macchinario per la somministrazione del farmaco fine vita da parte del Cnr. Sarà lei stessa ad azionarlo, tramite un sistema oculare e a porre fine alla sua vita di sofferenza a causa di una malattia terribile, che non le permetteva più neanche di muovere un dito per premere un pulsante. “La mia vicenda – commenta – mostra l’ipocrisia di un sistema che considera legittimo accompagnare una persona alla morte attraverso giorni di sedazione profonda, ma impedisce a un medico di rispondere alla richiesta consapevole di una persona paralizzata che possiede tutti i requisiti per l’accesso al suicidio medicalmente assistito indicati dalla sentenza Cappato e chiede la somministrazione di un farmaco che ponga fine subito alla sofferenza. Per vedere riconosciuto un diritto già affermato dalla Corte costituzionale ho dovuto attendere due anni, tra rinvii, ostacoli e silenzi della politica. Oggi però mi sento finalmente libera. Ho resistito non solo per me stessa ma perché nessuno, nelle mie condizioni, debba dipendere dal volere politico per esercitare un diritto che la giustizia ha già riconosciuto”. Libera ringrazia quanti le sono stati accanto “con rispetto e umanità” e in particolare l’associazione Coscioni, “la mia avvocata Filomena Gallo e a tutto il team legale che mi ha difesa”. Ora, conclude, “ho bisogno di tempo, tranquillità e riservatezza per vivere questo momento così personale. Chiedo quindi ai media e a tutti di rispettare il mio desiderio di silenzio, per poter restare concentrata sulla mia vita, sulle persone che amo e sulle scelte che mi riguardano”.