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Chiellini racconta Protti

L'intervista a Sky Sport

Livorno, 23 marzo 2026 – Igor Protti “L’eroe romantico del calcio”, l’ex campione, bomber e capitano del Livorno, esempio di lealtà ed attaccamento ai colori amaranto, oltre che di stile, classe e signorilità in campo, è da tempo purtroppo vittima di una terribile malattia contro la quale sta combattendo l’ennesima battaglia, è stato protagonista di un documentario a lui dedicato, negli ultimi giorni, in visione in tutte le sale nazionali. Campione in campo e nella vita, Igor, lo “zar delle reti” è stato anche testimonial dell’Unicef e gestore di un noto agriturismo a Casale Marittimo. Il “nostro campione” viene raccontato da Giorgio Chiellini a Sky Sport:

“Igor è stato due cose: prima da bambino e tifoso è stato un idolo, poi da calciatore ci ha trascinato a traguardi importanti. Per me è stato un fratello maggiore che mi ha accompagnato in campo negli anni che ci ho giocato insieme, non mi ha mai fatto mancare appunti e mi ha sempre migliorato. Aveva tecnica, un tiro da lontano e un colpo di testa. Livorno lo ricorderà per sempre e sarà difficile avere un giocatore come lui in futuro. Igor ha, e ha sempre avuto, mille difetti ma anche tanti pregi. È una persona vera e ha sempre dato tutto per l’ambiente, ha sempre incarnato i valori delle città e dei tifosi, in tutti i club in cui ha giocato. Il mondo è cambiato totalmente quindi non si può neanche fare un paragone, però questi valori adattati all’età moderna sono valori che possono vivere e le persone che riescono a portarle avanti sono quelle che riescono ad avere successo. Diciamo che era abbastanza focoso e non accorto negli allenamenti quando avevo 16 o 17 anni. Vi assicuro che sia Igor che Cristiano non gradivano i contatti esagerati in allenamento e me lo hanno fatto capire alla loro maniera. I valori che ti portavano dentro quel club sono tante cose che siamo riusciti a portare avanti e a trasferire. Si vedeva che era un club che amavano nel profondo. Igor e Cristiano hanno fatto la storia di questa città. Hanno portato il Livorno in Europa League e a lottare in palcoscenici che non ho mai immaginato e il merito va a loro. Hanno scelto Livorno quando altri non ci pensavano nemmeno. Nei primi anni della mia carriera loro mi hanno formato tanto, non solo a livello tecnico ma soprattutto a livello umano. Era un gruppo di grandi uomini che mi hanno lasciato tanto. Visto che siamo a parlare di Igor Protti eludo la marcatura tua, puoi immaginare la mia reazione. Speriamo di esultare diversamente a fine maggio”.