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Addio a David Riondino

Aveva 73 anni

Firenze, 29 marzo 2026 – Nato 73 anni fa a Firenze, ci ha lasciato David Riondino, a darne notizia su Facebook l’amica Chiara Rapaccini, artista e illustratrice. Musicista, regista, attore e scrittore, ha dato vita a molte canzoni di rock demenziale rimaste nella storia, come il classico “Maracaibo”. Ha lavorato insieme a Dario Vergassola, Daria Bignardi, Vauro, Staino, Paolo Rossi e Gabriele Salvatores per il film “Kamikazen” e con Sabina Guzzanti. Ha partecipato a varie riviste satiriche e intellettuali come Cuore e Comix, a programmi televisivi come Zanzibar e Quelli che il Calcio. Ha collaborato anche alle pubblicazioni sui quotidiani, tra i quali Il Manifesto e L’unità. Aveva iniziato dalle poltrone del Maurizio Costanzo Show per acquisire una fama sempre crescente sui palcoscenici televisivi, a teatro e nei concerti, arrivando a calcare il palco di Sanremo e ad aprire i concerti di Fabrizio De André. La sua carriera è stata caratterizzata dal suo spirito sarcastico, ironico, intellettuale al tempo stesso e dalla sua qualità artistica e dalla sua poliedricità, che gli ha permesso di esibirsi in piu campi. In molti lo hanno ricorNatalinodato con affetto, pubblichiamo di seguito alcuni messagi. Il primo, di Natalino Balasso: “Chiunque l’abbia conosciuto sa che David Riondino era uno spirito anarchico in molte cose, anche negli orari. Un senso dell’humour non comune unito a una notevole cultura. Un artista curioso e sensibile. Ci mancherà”. Ecco il ricordo del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani: “Con la scomparsa di David Riondino la Toscana perde una delle sue voci più originali e rappresentative, un artista capace di raccontare l’identità della nostra terra con intelligenza, ironia e profondità, ha saputo attraversare linguaggi diversi, dalla musica al teatro, dalla radio alla televisione, mantenendo sempre un legame autentico con le radici culturali toscane. La sua capacità di unire tradizione e innovazione, parola e musica, lo ha reso un punto di riferimento per intere generazioni. “Il progetto della ‘Scuola dei Giullari’, che aveva avviato con passione, testimonia il suo impegno verso i giovani e la volontà di trasmettere conoscenza e creatività. È un’eredità preziosa che la Toscana non disperderà, ma che anzi dovrà continuare a coltivare nel suo nome”. Questo invece l’annuncio su Facebook di Chiara Rapaccini:

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“È morto David Riondino. Eccolo in una foto con i miei amici fiorentini. Ci sono anch’io. David aveva fondato a Firenze  un gruppo rock che si chiamava “Victor Jara” (cantautore cileno assassinato, sostenitore di Allende). Eravamo tutti “compagni”, allora , di vita e politica. Cantavamo e suonavamo nelle case del popolo, alle feste dell’unità. David era il nostro capo visionario. Visionari lo eravamo Un po’ tutti . Lo erano anche Sergio Staino e Bruna sua moglie. Ieri alla manifestazione di Roma, erano tutti visionari, questo ho pensato. Ehi David, ma che facciamo Senza te? Che facciamo? Martedì lo accompagniamo alle 11, chiesa degli artisti. Roma. Piazza del popolo”. Anche il “Club Tenco” ha voluto lasciare un ricordo: “Ci ha lasciato anche David Riondino. Tenchiano fin dalla prima ora, Amilcare Rambaldi lo aveva chiamato in Rassegna nel 1979 e da lì – anno sì anno no – non se ne è più andato fino alla Rassegna dell’anno scorso. Si era assunto, per sé, il ruolo di giullare, un giullare con una sottile vena di tristezza nel sorriso. In realtà era un intellettuale e un artista raffinato, ironico e profondamente libero, che ha attraversato con intelligenza e sensibilità il mondo della canzone d’autore, del teatro, del cinema, della televisione. Insomma, della cultura italiana. Spesso con uno sguardo critico mimetizzato nell’ironia che si faceva poiesis. Per noi del Tenco la sua è stata una presenza preziosa e familiare che ha diffuso la sua pungente leggerezza in tutte le iniziative e manifestazioni. Indimenticabili restano non solo le sue partecipazioni ufficiali, ma anche la sua generosa disponibilità nei momenti più informali: capace di salire sul palco con naturalezza anche durante i cambi scena, accompagnando il pubblico con racconti, improvvisazioni e riflessioni. Di straordinaria abilità i suoi interventi nelle ardue sfide in ottava rima toscana con Benigni e Guccini. Il suo percorso si è intrecciato più volte con quello del nostro presidente, Sergio Staino, e del nostro direttore artistico Sergio Sacchi, con i quali ha condiviso mille avventure intellettuali, dalla nascita del periodico satirico “Tango” alla collaborazione con la filiale catalana del Tenco “Cose di Amilcare”, al festival della canzone satirica “Dallo Shamano allo Showman” in val Camonica”. “Là dove è andato ora si troverà in buona compagnia. E forse arriveranno anche le ballerine. Ma a noi mancherà, tanto. Sit illi terra levis”. Infine le parole di Sabina Guzzanti: “Io e te siamo stati fantastici”, così l’attrice dice addio a Riondino postando su Instagram una foto che li ritrae insieme giovani, a tavola.