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Livorno, rendiconto 2025: cresce il fondo contenzioso, Palumbo (FdI) “Comune a rischio milioni per risarcimenti”

Livorno, 2 maggio 2026 – Il Consiglio comunale ha approvato il Rendiconto di Gestione 2025, il bilancio consuntivo dell’ente, che secondo l’opposizione evidenzierebbe alcuni segnali di criticità nei conti pubblici e nella capacità di tenuta finanziaria del Comune.

A illustrare la posizione è il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alessandro Palumbo, che richiama in particolare la riduzione del risultato di amministrazione, passato da 202 milioni del 2024 a 186 milioni nel 2025. Un calo che, secondo quanto evidenziato, sarebbe legato allo stralcio di circa 30 milioni di residui attivi, considerati crediti non più esigibili.

Nel documento vengono inoltre segnalati l’aumento dei residui passivi, ovvero i pagamenti ancora da effettuare, e un peggioramento dell’indice percentuale collegato, che passerebbe dal 67% al 87% rispetto all’anno precedente. Un dato che, sempre secondo l’opposizione, indicherebbe una maggiore difficoltà dell’ente nella gestione dei pagamenti.

Particolare attenzione viene posta anche sul flusso di cassa, che proseguirebbe il suo trend in diminuzione, passando dagli 82 milioni del 2023 ai 51 milioni del 2025.

A preoccupare maggiormente, secondo quanto dichiarato dal consigliere, è però la crescita del Fondo contenzioso, che passa da 7,4 a 12,6 milioni di euro, con un incremento di circa 5,2 milioni. Le somme, spiegano le carte, sarebbero state accantonate su indicazione dell’Avvocatura comunale per far fronte a possibili soccombenze in cause legali, in particolare su alcune convenzioni urbanistiche e ricorsi al Tar.

Nel fondo risultano inoltre ulteriori accantonamenti per contenziosi legati a presunti danni da infiltrazioni in zona Piazza Attias e a vicende connesse alla cosiddetta malamovida nel quartiere Venezia, oltre ad altre posizioni ancora aperte.

Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, la situazione potrebbe ulteriormente aggravarsi nel 2026 con nuove possibili azioni legali legate alla gestione della malamovida anche in altre aree della città. Una prospettiva che, sempre secondo la sua analisi politica, richiederebbe maggiore attenzione per evitare ulteriori richieste di risarcimento a carico dell’ente.