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Unicoop Firenze chiede il licenziamento a cinque lavoratrici della Cooplat

La protesta di Usb

Livorno, 18 maggio 2026 – Tensioni tra l’agenzia di pulizie e servizi Cooplat e Unicoop Firenze, a causa di un tentativo di conciliazione per cinque lavoratrici della Cooplat impiegate in appalto nel cantiere delle Fonti del Corallo per un’applicazione irregolare di turni e orari che si protrae da anni secondo quanto riportato da Usb. A seguito di un incontro con l’azienda lo scorso 12 maggio, alle lavoratrici è stato promesso un ulteriore cambio d’orario di lavoro in deroga a quello precedente. Ma i nuovi turni sono stati ritenuti “peggiorativi” dalle lavoratrici, in quanto poco flessibili e “scarti” di un altro gruppo di addette. A questo rifiuto la legale di Unicoop Firenze ha chiesto il licenziamento delle lavoratrici, in modo esplicito, comportamento giudicato estremamente lesivo da Usb: “Riteniamo l’accaduto di una gravità inaudita e inaccettabile, resa ancor più intollerabile dal fatto di essersi verificato, sfacciatamente, all’interno di una sede istituzionale, in violazione di ogni principio di lealtà e correttezza. Le rappresentanti sindacali presenti e la legale di riferimento non hanno ritenuto possibile far sottoscrivere alla lavoratrice alcun accordo né proseguire la discussione sulle ulteriori proposte, poiché la procedura non appariva genuina né realmente tutelante. La mancata accettazione della variazione oraria esponeva concretamente le lavoratrici al rischio di licenziamento, in un contesto caratterizzato da un’elevata discrezionalità aziendale, con possibili profili discriminatori legati all’essere o meno socia della cooperativa e a valutazioni puramente soggettive sul comportamento delle lavoratrici, considerate più o meno “compiacenti” nei confronti di responsabili e dirigenti. Il tentativo di conciliazione si è ovviamente concluso con esito negativo. Le Organizzazioni Sindacali si riservano pertanto di attivare tutti gli strumenti sindacali a propria disposizione per rivendicare la tutela dei diritti delle lavoratrici e chiedono alla committenza di vigilare sull’appalto, assumendo una posizione chiara rispetto a comportamenti che ledono la qualità del lavoro e la dignità delle lavoratrici, molte delle quali operano da anni alle dipendenze della cooperativa anche in qualità di socie lavoratrici. Unicoop Firenze, peraltro, è già stata più volte chiamata in causa e sollecitata a intervenire e a esprimersi nell’ambito di questo conflitto, sia indirettamente da Cooplat, che ha ripetutamente dichiarato la necessità di modificare i turni per richieste ed esigenze della committenza stessa, sia direttamente dai sindacati, che hanno provveduto a informarla delle criticità emerse e delle conseguenze che tali scelte stanno producendo sulle condizioni di lavoro delle lavoratrici coinvolte, richiedendo inoltre un incontro finalizzato ad aprire un confronto congiunto sulla gestione dell’appalto e delle condizioni di lavoro nel cantiere di Porta a Terra. Riteniamo inaccettabile quanto accaduto e lesivo del ruolo e della funzione di una sede istituzionale nella quale la mediazione è finalizzata a garantire tutela ed equilibrio tra tutte le parti coinvolte. Chiediamo il rispetto delle sedi, dei ruoli e di relazioni sindacali improntate alla correttezza, nelle quali non può trovare spazio alcuna forma, esplicita o velata, di minaccia di licenziamento nei confronti di chi non intenda sottoscrivere una proposta aziendale ritenuta peggiorativa rispetto alle condizioni precedenti, soprattutto nel momento in cui viene richiesto il rispetto del contratto”.