Livorno, 23 giugno 2026 – Sei mesi di tempo per trovare nuove commesse oppure il call center Konecta di Livorno rischia la chiusura. È questo lo scenario emerso nel corso del tavolo istituzionale svoltosi oggi in Prefettura a Livorno, alla presenza di Konecta, della committente Tim, delle istituzioni locali e delle rappresentanze sindacali Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilfpc-Uil.
Secondo quanto riferito nel corso dell’incontro, Tim si sarebbe detta disponibile a prorogare gli attuali volumi del servizio clienti 187 fino a settembre, con una possibile estensione fino a dicembre ma solo in presenza di condizioni favorevoli. Una prospettiva che, tuttavia, non andrebbe oltre la fine del 2026.
Una proroga che viene definita dalle parti sociali come una “boccata d’ossigeno”, ma insufficiente a garantire stabilità occupazionale nel medio periodo. Attualmente, infatti, il sito livornese – che gestisce l’unica commessa attiva – è già interessato da contratti di solidarietà all’80%, con conseguente riduzione drastica dell’orario lavorativo per le 76 lavoratrici impiegate, per lo più part-time.
Le organizzazioni sindacali sottolineano come la situazione continui a pesare in modo significativo sulle condizioni economiche del personale, con appena cinque o sei giornate lavorative al mese.
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come la priorità resti quella di individuare nuove commesse da inserire sul territorio entro i prossimi sei mesi. In assenza di nuove attività, il rischio di chiusura del sito appare concreto.
Al prefetto, le rappresentanze sindacali hanno inoltre ribadito la necessità di un intervento del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per affrontare in maniera strutturale la crisi del settore dei call center, sempre più esposto – secondo quanto denunciato – all’impatto dell’automazione e dell’intelligenza artificiale sui servizi di customer care.
Parallelamente al tavolo istituzionale, una delegazione delle 76 lavoratrici ha presidiato la Prefettura di Livorno. I sindacati hanno confermato la prosecuzione della mobilitazione a tutela dei livelli occupazionali.











