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Dionisi da Salvini, arrivano le spiegazioni: “Ero a Firenze per la Darsena Europa”

Respinte le accuse del Partito Democratico

Livorno, 7 luglio 2026 – Arrivano le giustificazioni del Prefetto di Livorno Giancarlo Dionisi sulla presenza a Firenze all’inaugurazione di una sede della Lega durante il comizio a fianco del ministro Matteo Salvini. “Nessuna presenza politica, Salvini mi ha chiamato per fare il punto sulla Darsena Europa”. Contestate dunque le critiche del Partito Democratico, Dionisi doveva solo fare rapporto sul suo ruolo di commissario per la costruzione della Darsena Europa al ministro delle infrastrutture: “Mi trovavo a Firenze esclusivamente perché il ministro Matteo Salvini mi aveva chiesto un incontro, a margine dell’inaugurazione della sede della Lega, per affrontare alcune questioni riguardanti la Darsena Europa, opera strategica non solo per Livorno ma per l’intera Toscana e per il sistema portuale nazionale. Ho semplicemente atteso che il ministro terminasse il suo intervento pubblico; al termine abbiamo avuto il colloquio programmato e, subito dopo, ho lasciato il luogo dell’incontro. Francamente non vedo nulla di anomalo o di censurabile nel fatto che un prefetto e commissario straordinario della Darsena Europa incontri un ministro della Repubblica per discutere del futuro di un’infrastruttura così rilevante. Fa parte dei doveri istituzionali dell’incarico che ricopro e continuerò a confrontarmi con tutti i rappresentanti delle istituzioni ogni volta che ciò sarà utile agli interessi di Livorno e della Toscana».

Il rappresentante del governo a Livorno rivendica quindi il carattere istituzionale della sua attività, ricordando che, nel corso degli anni, ha avuto occasioni di confronto con esponenti di tutto l’arco parlamentare. Fra questi cita anche gli incontri avuti con Pier Luigi Bersani e Rosy Bindi, sottolineando che il dialogo con rappresentanti di maggioranza e opposizione rientra nei compiti di chi ricopre incarichi istituzionali e non può essere letto come una vicinanza politica. «Tentare di trasformare un normale incontro istituzionale in una polemica politica significa confondere deliberatamente i piani – conclude il prefetto –. Io continuo a occuparmi esclusivamente degli interessi del territorio e delle responsabilità che mi sono state affidate dal governo».