Livorno, 17 luglio 2026 – Tari in aumento per il secondo anno consecutivo, con un rincaro complessivo che sfiora il 10% in due anni. A denunciare la situazione è il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Alessandro Palumbo, che punta il dito contro la gestione dei costi del servizio rifiuti e l’organizzazione di Aamps.
“Il tributo si basa su parametri complessi stabiliti da Arera – spiega Palumbo – ma la base resta sempre la copertura del costo del servizio di Aamps”. Ed è proprio su questo punto che si concentrano le critiche: “Dal 2024 il costo del servizio è cresciuto di quasi 4 milioni, tra aumenti su trattamento, trasporto, raccolta, spazzamento e sfalcio. Il problema è che a questo aumento non corrisponde, almeno per i cittadini, un miglioramento della qualità”.
Il consigliere si sofferma anche sulla gestione del personale. “Aamps ha 424 dipendenti per circa 154mila abitanti, numeri che dovrebbero garantire una presenza importante sul territorio, soprattutto se confrontati con altre realtà come Geofor a Pisa”, afferma. Ma secondo Palumbo a incidere è l’aumento delle assenze per malattia: “Le ore sono passate da 33mila nel 2023 a oltre 46mila nel 2025, con una crescita del 40%. Questo significa meno personale in servizio e più straordinari”.
Tra i fattori indicati c’è anche l’internalizzazione dei circa 90 dipendenti ex AVR. “Su questa operazione il Comune dovrebbe fare una riflessione e attivare controlli”, aggiunge.
Altro nodo è quello delle discariche abusive e dei rifiuti ingombranti. “I costi per la loro rimozione sono aumentati in modo significativo”, sottolinea Palumbo, collegando il fenomeno anche alla chiusura del centro di raccolta del Picchianti nel 2025. “Oggi resta solo quello di La Rosa, con accessi più rigidi. Le tonnellate conferite sono crollate da oltre 10mila nel 2023 a poco più di 5mila nel 2025, e questo ha favorito l’abbandono dei rifiuti in città”.
Il consigliere torna poi su una proposta già avanzata: “Ho chiesto più volte di aumentare il numero delle fototrappole, oggi solo sette, per coprire tutti i quartieri, comprese le periferie e le aree Casalp, ma non sono stato ascoltato”.
Infine, la questione del budget. “A maggio ho presentato una richiesta di accesso agli atti per il budget 2026 di Aamps, ma dopo 45 giorni mi è stato risposto che non risulta né ricevuto né approvato”, afferma. “Parliamo di uno strumento fondamentale, che normalmente viene approvato tra ottobre e novembre. Invece Aamps a luglio starebbe operando senza una vera pianificazione economica”.
“Questo sembra essere il metodo anche della capogruppo RetiAmbiente – conclude Palumbo –. Se i costi aumentano, si scaricano sulla Tari”.












