Home Pisa Dumarey, Zingaretti: “Dal Governo servono risposte concrete”. Taddei e Bruni: “Ora l’azienda...

Dumarey, Zingaretti: “Dal Governo servono risposte concrete”. Taddei e Bruni: “Ora l’azienda rispetti gli impegni”

Fauglia, 23 luglio 2026 – Intervento del Partito Democratico sulla vertenza Dumarey, dopo la comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro per 35 dipendenti. Dalla delegazione PD al Parlamento Europeo ai Giovani Democratici toscani e pisani arriva una presa di posizione a sostegno dei lavoratori e la richiesta di interventi per tutelare occupazione e futuro industriale del sito.

“Esprimo la mia piena solidarietà alle 35 lavoratrici e lavoratori della Dumarey che hanno ricevuto la comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro, e alle loro famiglie. È una scelta inaccettabile, che colpisce persone che da anni garantiscono competenze e professionalità negli stabilimenti. Gli accordi sottoscritti con le istituzioni e le organizzazioni sindacali devono essere rispettati. Dal confronto istituzionale aperto presso il MIMIT ci aspettiamo un’assunzione di responsabilità da parte dell’azienda e del Governo, con impegni concreti per salvaguardare l’occupazione e il futuro industriale del sito. La transizione non può essere pagata dai lavoratori”, dichiara Nicola Zingaretti, capodelegazione PD al Parlamento Europeo.

Sulla vicenda interviene anche Bernardo Taddei, segretario regionale dei Giovani Democratici Toscana: “In questi anni la Regione Toscana ha investito risorse importanti per sostenere Dumarey, salvaguardare l’occupazione e accompagnare la crescita delle competenze dei lavoratori. Oggi ci aspettiamo che l’azienda faccia la propria parte: ritiri i licenziamenti annunciati, rispetti gli impegni assunti con la Regione e con le organizzazioni sindacali e rilanci il confronto”.

A intervenire anche Enrico Bruni, segretario provinciale dei Giovani Democratici di Pisa e consigliere comunale PD: “La crisi della Dumarey non è un episodio isolato, ma si inserisce in un quadro di difficoltà che coinvolge il comparto automotive, la metalmeccanica e altre importanti realtà produttive della provincia di Pisa. Per questo chiederemo che la Regione Toscana avvii l’istruttoria nei confronti del Governo per verificare il riconoscimento del territorio pisano come area di crisi industriale complessa. Servono strumenti straordinari per difendere l’occupazione, attrarre nuovi investimenti e costruire una vera politica industriale”.