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Il Comune di Livorno aderisce alle assemblee per la cultura contro i tagli del Governo

Questo pomeriggio a Palazzo Comunale

Livorno, 7 luglio 2025 – “Un’assemblea in ogni città e in ogni teatro”, il Comune di Livorno aderisce all’iniziativa nazionale degli operatori della cultura contro le disposizioni del Governo che hanno decurtato i finanziamenti per gli spettacoli dal vivo e non solo, in favore dei finanziamenti per il riarmo e altre necessità ritenute più importanti. Sassari, Palermo, Bologna, Cagliari, Roma e tante altre città si sono collegate da remoto con la Sala Giunta di Palazzo Comunale, all’interno della quale erano presenti tra gli altri l’assessora alla cultura Angela Rafanelli, il responsabile per la comunicazione del Lem Gabriele Benucci, l’attore Emanuele Barresi, il direttore artistico del Teatro delle Commedie Francesco Cortoni, l’attore comico e front man della manifestazione “Sulla felicità festival” Stefano Santomauro e il regista teatrale di Mo Wan teatro Alessandro Brucioni, da sempre partner di Michele Crestacci. Le assemblee, nelle loro dichiarazioni, sottolineano a loro natura autorganizzata in tutta Italia: “Una cosa consolante rispetto ai giorni di angoscia per i nostri luoghi d’incontro repressi e silenziati” fanno sapere da Roma. “Grottesco il comportamento del ministro di Fratelli che ha dichiarato che per l’Italia il teatro deve avere per temi il paese, la famiglia e la religione” continuano da Roma: “Come reagire è la domanda più importante secondo i rappresentanti del mondo della cultura. Ancora da Roma fanno sapere che il movimento è nato un anno e mezzo fa dopo la nomina del nuovo direttore artistico del teatro pubblico cittadino di Luigi De Fusco: “Una scelta che ha penalizzato il teatro pubblico, le compagnie più giovani e il teatro moderno e contemporaneo”. In questo anno e mezzo l’iniziativa ha visto degli alti e dei bassi ma i rappresentanti si dichiarano soddisfatti grazie anche ad una serie di eventi partecipativi. Nel mirino i tagli in favore del riarmo: “Si tratta di un attacco della destra in questo panorama di guerra e riarmo, le nostre risposte sono l’anti sessismo e l’anti fascismo, contro una destra estremista che mira all’egemonia culturale e a una svolta autoritaria globale per il riarmo, per il quale a farne le spese oltre alla cultura c’è anche il welfare”. Spazi e luoghi d’incontro a rischio ma anche posti di lavoro, da Cagliari dichiarano: “La Palestina è ovunque è il nostro motto e i tagli ai finanziamenti hanno come secondo risultato negativo il lavoro. La cultura non è un ambito di èlite. Il licenziamento di massa previsto dalla nuova destra è stato operato senza trasparenza ed è una scelta che non si capisce. Arrivati a questi contesti il Governo si nasconde dietro a un dito e riteniamo queste procedure volute per temi fortemente politici, dei veri e propri atti intimidatori per privilegiare una periferia culturale trascurata e analfabeta”. A prendere la parola anche l’assemblea di Bologna: “Tutto nasce dal decreto del Governo, un escalation negli ultimi mesi che dice chiaramente che l’innovazione culturale è assolutamente ridotta. A guadagnarci il teatro commerciale, a rischio l’innovazione e la pluralità delle voci, il processo creativo, la sperimentazione e il linguaggio. Occorre unire le lotte contro questo disegno ed essere insieme contro questo ministro e questo governo che ci rende sfruttabili e ricattabili per finanziare l’acquisto di armi. La denuncia per il calo degli investimenti per l’arte e la cultura è diretta contro le informazioni dell’estrema destra che si sta prendendo la cultura e la galassia dei temi del teatro pubblico. Dobbiamo essere pronti per l’autunno e la prossima finanziaria che prevede un nuovo spostamento dei finanziamenti sul riarmo e le scelte scellerate sulle nostre vite. Queste politiche dimostrano distanza dalla visione del paese che bisogna costruire. Perdere finanziamenti significa non solo perdere le attività ma anche perdere le persone che ci lavorano”.