Livorno, 15 luglio 2025 – Venerdì scorso (12 luglio), piazza della Repubblica ha riacceso la memoria collettiva. A cinquant’anni dal celebre comizio di Enrico Berlinguer dell’11 luglio 1975, è stato proiettato il video-documentario “Parla Enrico Berlinguer”, curato dal videomaker livornese Marco Sisi, che ha ricostruito con materiali originali uno dei momenti più intensi della storia politica italiana del secondo dopoguerra.
L’iniziativa si inserisce nel programma di anteprime della grande mostra “I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer”, che sarà allestita dal 3 settembre al 5 ottobre al Mandela Forum di Firenze
Abbiamo chiesto a Marco Sisi di raccontarci la genesi e il lavoro dietro il video.
Com’è nato il progetto?
«Il progetto nasce parlando con Maurizio Paolini, figlio di uno dei più importanti dirigenti locali del PCI che quel giorno era sul palco con Berlinguer. Maurizio voleva trovare un modo per far rivivere quel comizio, uno dei più partecipati della storia del PCI. È partito tutto dall’audio, che suo padre aveva gelosamente conservato. Lì è cominciata la sfida: trovare le immagini».
E ci siete riusciti?
«Non completamente. Il materiale girato da Unitelefilm, che all’epoca documentava i comizi del Partito, è in parte andato perduto. Siamo riusciti a recuperare circa un quarto d’ora di immagini provenienti dal loro archivio, oggi custodito dall’AAMOD – l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico. La vera svolta è arrivata con la scoperta, più recente, di alcune riprese effettuate dalla Provincia di Livorno in cinepresa e poi digitalizzate: si tratta di due rulli da circa dodici minuti ciascuno. Sono le uniche immagini originali superstiti di quella serata».
Quanto è stato possibile ricostruire in totale?
«In totale siamo riusciti a ricostruire circa venti dei cinquanta minuti del comizio. Ma proprio grazie a queste immagini abbiamo potuto unire la voce di Berlinguer alle riprese e costruire un montaggio significativo, in modo filologico e rispettoso. Dove le immagini mancavano, abbiamo preferito non forzare. L’idea non era fare un film, ma un documento visivo che restituisse almeno una parte dell’atmosfera e del contenuto di quella serata».
Come ha reagito il pubblico in piazza?
«Con grande attenzione. Temendo il caldo, il bianco e nero, la lunghezza, avevo aspettative non altissime. Invece la piazza si è popolata ed è rimasta con attenzione. C’erano persone che avevano vissuto quel giorno, e anche tanti giovani che di Berlinguer hanno solo sentito parlare. È stato un momento collettivo molto forte, carico di memoria e rispetto».
Che effetto le ha fatto, personalmente, risentire quelle parole oggi?
«Le avevo ascoltate da ragazzo. Risentirle oggi, a distanza di cinquant’anni, è stato quasi un altro discorso. Berlinguer parlava di pace, Europa, democrazia. Temi che sono tutt’altro che superati. Anzi, sembrano ancora urgenti. Le ho riascoltate con 50 anni di esperienza sulle spalle, con un’altra maturità. Questo mi ha dato una consapevolezza diversa».

L’evento è stato presentato da Claudia Pavoletti e ha visto la partecipazione dell’on. Michele Ventura, presidente del comitato toscano per la mostra, del sindaco di Livorno Luca Salvetti e dell’attore Fabrizio Brandi.
Il progetto ha coinvolto anche il Cinema 4 Mori, il Comitato Barontini, le aziende dei lavoratori del porto e un gruppo di lavoro composto, oltre a Sisi, da Serena Cassarri, Claudio Frontera, Tommaso Melani, Bosco Pierluigi, Claudio Seriacopi, Claudia Pavoletti e Fabrizio Brandi.











