Firenze, 6 luglio 2025 – Il Governo ha dichiarato incostituzionale la legge regionale della Toscana varata l’8 giugno scorso che prevedeva per le aziende con un salario minimo garantito per i dipendenti di nove euro lordi l’ora un trattamento “premiale” nelle gare pubbliche. Tale legge è stata giudicata dal Governo come lesiva dei diritti della concorrenza e quindi contraria all’articolo 17 della Costituzione. La stessa sorte avvenuta per la legge della Regione Toscana si era già verificata per la legge della Regione Puglia, impugnata dal Governo lo scorso gennaio. Le misure adottate sono state definite “scandalose” dalla segretaria del Pd Elly Schlein, in ragione del fatto che “le famiglie non riescono ad arrivare alla fine del mese a causa degli aumenti delle bollette”. La segretaria del Pd promette inoltre di “dare seguito alla lotta per l’approvazione della proposta di legge di iniziativa popolare per il salario minimo in Parlamento che vanta già 600 mila firme” e che “la politica per il salario minimo sarà al centro di tutti i programmi per le prossime elezioni regionali”. Arrabbiato anche il presidente della Regione Eugenio Giani che si impegnerà per organizzare un ricorso alla Corte Costituzionale in difesa di “una norma di civiltà che difende il lavoro giusto, sicuro e retribuito in modo equo”. Dal 2024 ad oggi è la quarta volta che il Governo Meloni impugna una legge della Regione Toscana, dopo la normativa sul trattamento di fine vita, quella sugli stabilimenti balneari e quella sul testo unico del turismo. Un “rancore senza limiti – dichiarano i parlamentari del Pd toscano – che tenta di affossare per l’ennesima volta le riforme della giunta Giani in Toscana”. L’assessora della Regione Toscana ai lavori pubblici Monia Monni ha scritto un lungo post su Facebook, parlando di dignità del lavoro e diritti: “Il Governo Meloni impugna la legge toscana sul salario minimo. Hanno paura. Paura che la dignità del lavoro diventi una pretesa collettiva. Paura che chi oggi prende 5 euro l’ora possa cominciare a pretendere diritti veri. Abbiamo approvato una legge semplice e giusta che, nei bandi pubblici regionali, premia le aziende che garantiscono almeno 9 euro lordi all’ora ai propri lavoratori. Non un obbligo, un criterio premiale. Ma tanto è bastato perché il Governo decidesse di intervenire. Dicono che viola la concorrenza, ma se la concorrenza si fa abbassando i salari, allora non è concorrenza: è sfruttamento. Meloni e i suoi non hanno mai creduto nel salario minimo. Hanno affossato ogni proposta in Parlamento. Hanno mentito, rinviato e svuotato le leggi. Ora impugnano anche quelle Regioni che provano ad alzare la testa. Lo diciamo chiaramente: non ci faremo fermare. Questa non è solo una battaglia legale. È una battaglia politica. O si sta dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori o si sta con chi continua a impoverirli.”
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Per la Meloni la legge sul salario minimo della Toscana è anticostituzionale
Unito il Pd: "Decisione scandalosa" e Giani promette di fare ricorso alla Corte Costituzionale












