Home Livorno Cronaca Livorno Violenza di genere, la vice sindaca Libera Camici ricorda Masha Amini

Violenza di genere, la vice sindaca Libera Camici ricorda Masha Amini

Questo pomeriggio presso la rotatoria di viale Risorgimento

Livorno, 16 settembre 2025 – Arrestata dalla polizia iraniana il 13 settembre del 2022 a Teheran per aver portato il chador legato troppo largo e morta in carcere tre giorni dopo, l’eroina e martire della discriminazione di genere, l’anniversario della morte della 23 enne Masha Amini è stato ricordato questo pomeriggio dal Comune di Livorno e dall’associazione Mezzaluna Rossa Kurdistan presso la rotatoria di viale Risorgimento all’incrocio con via Don Bosco, dove già l’amministrazione depose una targa e intitolò la rotatoria alla donna iraniana, in occasione del 25 novembre scorso, la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. La giovane ragazza curda, che si trovava in vacanza nella capitale iraniana insieme alla famiglia, è morta in carcere in circostanze misteriose a causa di un’emorragia cerebrale, per cause naturali secondo le autorità locali, ma con evidenti segni di un violento pestaggio sul volto. Il suo caso ha suscitato un vasto fronte di critiche indignate a livello internazionale, tra le quali quella di Amnesty International. Presente alla cerimonia, oltre ai membri dell’associazione curda, la vice sindaca Libera Camici, che detiene la delega alle politiche in difesa dell’uguaglianza di genere, che vede Livorno impegnata in vari progetti, tra cui il “novembre antiviolenza” e il “marzo della donna”. Ecco le dichiarazioni della vice sindaca in esclusiva per News 24: “La cerimonia di oggi, ringrazio sentitamente l’associazione Mezza Luna Rossa Kurdistan che l’ha promossa, non rappresenta solo un momento commemorativo ma anche e soprattutto un occasione per rimarcare un rinnovato impegno collettivo a mentenere viva la sua eredità. Masha Amini è diventata un simbolo di resistenza contro l’ingiustizia e l’oppressione e spetta a noi il compito di essere testimoni e portavoci della liberta’ e tutela dei diritti umani, per i diritti di tutte le donne e di tutte le persone che ancora oggi affrontano discriminazioni e violenze. Ricordiamo che la sua lotta non è finita; continua in ognuno di noi, nella nostra volontà di creare un mondo più giusto e pari”.