Livorno, 26 settembre 2025 – Dopo la sanzione ricevuta per i cori ideologici intonati dalla tifoseria durante la trasferta a Sestri Levante, l’Unione Sportiva Livorno 1915 prende posizione con un comunicato ufficiale in cui chiarisce la propria posizione e difende la tradizione del tifo livornese. Secondo la Lega sarebbero stati intonati cori contro Israele.
Nel comunicato, la società spiega di aver avviato un confronto con gli organi competenti per chiarire i criteri con cui si distingue la libera espressione del pensiero da ciò che viene considerato offensivo o lesivo nei confronti di terzi.
Il comunicato completo recita:
“In seguito alla sanzione ricevuta martedì scorso a Sestri Levante per cori ideologici intonati dalla nostra tifoseria, l’Unione Sportiva Livorno 1915 ritiene doveroso condividere alcune considerazioni.
Nei giorni successivi alla gara, la società ha avviato un confronto con gli organi competenti, cercando chiarimenti sia presso la Lega – che tuttavia non ha competenza diretta in materia – sia con la Procura Federale, che ha formalizzato la sanzione. Il nostro intento è stato quello di comprendere meglio i criteri con cui si distingue la libera espressione del pensiero da ciò che viene ritenuto offensivo o lesivo nei confronti di soggetti terzi.
Siamo consapevoli che la tifoseria livornese, da sempre attenta alle tematiche sociali e politiche, esprime la propria identità anche attraverso cori e striscioni. È una tradizione che fa parte della storia del nostro club e che merita rispetto. Allo stesso tempo, riteniamo importante tutelare la società da provvedimenti disciplinari che, pur non entrando nel merito delle idee espresse, finiscono per colpire il club in modo diretto.
Non spetta a noi stabilire dove si collochi il confine tra opinione e oltraggio, ma riteniamo che il dibattito su questi temi debba essere aperto, trasparente e non ridotto a sanzioni automatiche. Il calcio è anche cultura, partecipazione e confronto.
L’Unione Sportiva Livorno 1915 continuerà a dialogare con le istituzioni sportive nel rispetto dei regolamenti ma senza rinunciare a rappresentare la propria comunità e le sue sensibilità.”









