Livorno, 3 marzo 2026 – Nell’area verde tra via dell’Ambrogiana e gli Orti Urbani di via Goito da qualche anno si prospetta un’operazione edilizia che andrebbe a cancellare una zona ad alta bio diversità e ad intaccare gli orti urbani gestiti dai cittadini e dati in concessione. In difesa dell’area verde si è schierato il movimento e il collettivo dei residenti. Nel Consiglio Comunale di due giorni fa è stato il partito Buongiorno Livorno a presentare una mozione per sensibilizzare il Comune di Livorno all’acquisto del terreno, all’asta giudiziaria, unica maniera rimasta per scongiurare l’acquisto da parte di privati e la realizzazione del complesso immobiliare. Ma la mozione è stata bocciata in blocco, dal Pd e dall’opposizione, andiamo a vedere le posizioni politiche.
Buongiorno Livorno: “Lunga vita agli Orti Urbani!”
Il concetto che ha portato alla bocciatura della mozione di Panciatici e compagni verte sulla questione della pubblica utilità. Buongiorno Livorno si chiede “come possa essere ritenuto maggiormente utile per la collettività spendere ulteriori soldi pubblici, oltre agli svariati milioni già spesi per finanziare le corse dei cavalli (si prevede intanto un ulteriore mutuo di 185.000 euro per l’ennesimo rifacimento della pista), piuttosto che per salvaguardare salute, ambiente e sicurezza idrogeologica in città”. Per il Pd sarebbero soldi persi per il Comune di Livorno ma anche se l’Ipotesi dell’acquisto da parte del Comune sembra sfumare, il comitato dei protestanti e Buongiorno Livorno promettono di continuare la loro battaglia.
Alessandro Guarducci: “Nessun presupposto giuridico né convenienza economica per l’acquisizione”
Un’analisi delle ragioni del voto contrario alla mozione di Buongiorno Livorno arriva dal consigliere di Forza Italia Alessandro Guarducci, il quale, pur riconoscendo il valore del verde urbano e la funzione sociale degli Orti Urbani di via Goito, “il cui tema deve essere affrontato con rigore, nel rispetto dei principi giuridici e di una gestione responsabile delle risorse pubbliche”, ha votato no in base alla “mancanza di titoli giuridici” poiché “gli attuali utilizzatori dell’area non detengono alcun diritto legale – dichiara nel suo comunicato il forzista – si tratta di un’occupazione di fatto. Non è possibile fondare atti amministrativi e investimenti rilevanti su un presunto diritto di comunità privo di riconoscimento giuridico”. Per Guarducci inoltre l’acquisto del terreno da parte del Comune non tutelerebbe la proprietà privata e fornirebbe una “valutazione economica sfavorevole”. E spiega: “Secondo le previsioni urbanistiche già adottate e discusse in Consiglio, l’eventuale acquirente dell’area sarebbe tenuto a cedere gratuitamente al Comune l’80% della superficie, potendo edificare soltanto sul restante 20%, con quote destinate anche all’edilizia residenziale sociale. Ciò implica che l’amministrazione acquisirebbe comunque una vasta area verde senza costi, destinabile alle finalità sociali, culturali e ambientali indicate nella mozione. Spendere circa 2 milioni di euro per ottenere un bene già destinato in larga parte alla disponibilità pubblica rappresenterebbe un evidente danno economico e una gestione inefficiente delle risorse. Non si potrebbe escludere in una simile eventualità, per ora fortunatamente sventata, anche un intervento della Corte dei Conti”. Per il consigliere di Forza Italia non sussisterebbero neppure i presupposti per l’esproprio: “Non sussistono le condizioni giuridiche per ipotizzare un esproprio: l’area è già oggetto di un percorso che ne prevede la cessione parziale al Comune. Manca quindi un concreto interesse pubblico che giustifichi un ulteriore esborso. La mozione – conclude – pur ispirata da finalità condivisibili sul piano ideale, non tiene dunque conto della realtà giuridica ed economica. Il Comune può conseguire gli stessi obiettivi senza alcun costo, salvaguardando i principi di diritto, la proprietà privata e garantendo alla collettività la fruizione di un’importante area verde. Ecco perché bisogna cancellare l’ideologia dal tavolo della discussione. Per queste ragioni ho espresso voto contrario. Resta ferma, in via subordinata, la possibilità da parte del Comune di valutare un’eventuale acquisizione solo qualora le prossime aste dovessero andare deserte: solo a quel punto, a mio parere, l’amministrazione comunale potrebbe avviare un’interlocuzione con la curatela fallimentare per un possibile acquisto a condizioni significativamente più favorevoli. Allo stato attuale, tuttavia, non esistono i presupposti per procedere in tal senso”.













