
Pisa, 27 marzo 2026 – Romanzi storici e narrazioni dell’io, l’ideale dell’esistenza umana intesa nel ruolo e nelle vicende storiche. La scrittrice belga Marguerite Yourcenar, nata a Bruxelles nel 1903 con le “Memorie di Adriano”, edito nel 1951, scrive una pietra miliare nella letteratura mondiale, infrangendo i paradigmi politici, stilistici e culturali, fino a intraprendere una ricerca filosofica e sfociare nella pura psicologia, alla ricerca di sé stessi, come solo i grandi sanno fare. L’imperatore Adriano è un uomo di carne e passeggia tra i soldati passandoli in rassegna come uno di loro ma è distante e irraggiungibile nella sua umanità razionale e libera, sa perfettamente come ripararsi dal freddo, come nutrirsi e “per cosa” nutrirsi. Tutto ruota intorno a lui come uno “strumento” su cui leggere un’informazione. È un essere umano che si innamora di un altro maschio, lo schiavo Antinoo, restando solidamente umano; i cedimenti, le passioni, i difetti lo connotano e basta, lo invadono ma non ne affievoliscono lo spirito e l’anima. Il male è necessità e lo spirito è contingenza, come la storia e i suoi eventi, ineluttabile. Adriano è uno degli imperatori romani più importanti, forse il più importante, il più vittorioso, in Turchia, nel celebre romanzo della Yourcenar, conduce l’ennesima campagna di guerra, vive nei campi come i soldati, nella tenda e insegna, senza farlo “realmente” ad essere liberi ai lettori. Il sé inteso come esistenza incorruttibile trova in Adriano il carattere più realizzato in questo libro della scrittrice belga, sicuramente il romanzo più citato, ma i tentativi riusciti sono molti, c’è il filosofo e alchimista Zenone, nelle Fiandre del 600 dell’Opera al Nero, L’uomo Oscuro insieme all’altro racconto della stessa trilogia, Anna Sororr, ambientato a Napoli, sempre nel 600, un periodo storico che la Yourcenar amerà molto, come l’Italia. L’uomo di Marguerite Yourcenar, nei suoi romanzi storici è un uomo senza tempo, né moderno né antico, è il “sé”, e la narrazione degli eventi storici nei suoi romanzi è puntuale, come una miriade di specchi che lo riflettono.
Domenica prossima alle 11 Palazzo Blu a Pisa presenterà “Memorie di un Uomo”, le “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar con Antonietta Sanna
Pubblicato nel 1951, Memorie di Adriano è un romanzo dalla genesi lunga e complessa, le cui radici risalgono al periodo tra le due guerre. Spesso citato come alto esempio di una scrittura sospesa tra erudizione e invenzione, ma anche come forma di scrittura di sé attraverso l’altro, il libro può essere letto come un romanzo costruito con «un piede nell’erudizione» e l’altro nella «magia simpatica», capace di offrire il ritratto di un uomo nuovo, il cui potere è fondato sulla misura, sulla giustizia e sul rifiuto della hybris, a un mondo che ha visto estendersi la follia e generarsi la catastrofe.
Letture di Elisa Proietti
Antonietta Sanna è professoressa ordinaria di Letteratura francese presso il Dipartimento di Filologia, Letteratura, Linguistica, dell’Università di Pisa. Ha pubblicato numerosi studi sulla letteratura francese del XVII, XIX e XX secolo, nonché sulla ricezione di Leonardo in Francia dal XVIII al XX secolo. Ha collaborato all’edizione genetica dei Cahiers di Paul Valéry (Gallimard) e di altri testi dell’autore. È membro dell’Institut des Textes et Manuscrits Modernes (ITEM-CNRS/ENS) di Parigi e dell’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze (AADFI). Attualmente lavora all’edizione italiana delle opere complete di Stéphane Mallarmé (Mondadori) e svolge ricerche sulla scrittura e l’esilio, il multilinguismo e la traduzione.
Elisa Proietti è nata a Pisa nel 1984. Si è diplomata come attrice teatrale alla Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano. Al lavoro teatrale in giro per l’Italia affianca quello di speaker e doppiatrice. Come hobby (ma solo come hobby!) canta in una band rock.












