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Picchiata e seviziata, per la scomparsa di Maria Denisa Adas si fa largo la pista di una banda di connazionali

Insieme a loro un avvocato, che secondo le informazioni sarebbe un ex cliente respinto

Prato, 25 maggio 2025 – Secondo le ipotesi più accreditate Maria Denisa Adas, la escort trentenne di origini rumene scomparsa da un residence a Prato dieci giorni fa, sarebbe stata rapita da una banda di connazionali con l’aiuto di un avvocato, il quale avrebbe contattato la madre della ragazza per telefono per informarla e per pianificare il riscatto. La telefonata sarebbe poi stata tenuta nascosta agli inquirenti che per questa ragione hanno posto nel registro degli indagati proprio la madre di Denisa. Durante la perquisizione del suo appartamento a Roma sarebbe stato rinvenuto un cellulare non denunciato alle forze dell’ordine, sul quale si stanno facendo i rilevamenti per capire la fondatezza della pista che sarebbe stata confermata da un’amica di Maria Denisa, la quale ha dichiarato che questa banda di rumeni potrebbe averla anche seviziata e picchiata. L’avvocato in questione seconde le accuse, sarebbe un ex cliente di Maria Denisa che avrebbe preteso a tutti i costi di avere una relazione sentimentale con quest’ultima. Nei confronti di questo avvocato sono in corso degli accertamenti da parte dei Carabinieri. Nel frattempo la madre di Maria Denisa smentisce per bocca di una delle sue avvocate, l’avvocato in questione in realtà sarebbe una vecchia conoscenza della donna con la quale si sarebbe sentito per ottenere dei consigli. Queste le dichiarazioni dell’avvocata della madre a Fanpage: “In base agli elementi in mio possesso, nel telefono della signora non è stato trovato alcunché. Nessuna promessa di ritrovamento di Denisa, nessun accordo a rinvenire la ragazza fuori dalle competenze delle forze dell’ordine. La signora ha solo parlato con un avvocato, che è un suo amico di lunga data, che ha dato un’opinione sull’accaduto, dicendo che secondo lui si sarebbe trattato di un rapimento. Ma siamo nell’ambito delle considerazioni personali. La banda di rumeni, l’eventuale riscatto e rapimento, sono tutte ipotesi, nessun riscontro certo. La signora si è affidata un po’ al parere di terzi nella speranza che qualcuno potesse aiutarla a trovare una pista, ma non ha voluto omettere nulla alle forze dell’ordine. Per quello che ho potuto accertare e rilevare e in base alle informazioni in mio possesso, questa tesi è assolutamente da smentire”.