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Salvetti – Dionisi, è guerra

Lungo intervento del sindaco in consiglio comunale

Livorno, 29 aprile 2026 – Tra Giancarlo Dionisi e Luca Salvetti è guerra, il sindaco non le manda a dire al Prefetto dopo le discussioni sul fuorionda dell’intervista a Report sui fumi navali: “Da due mesi fa in poi il sottoscritto, consapevole che l’interesse della città viene prima di tutto, ha costantemente evitato di parlare in pubblico di situazioni che riguardavano questo conflitto con il Prefetto. Il signor Prefetto non l’ha fatta la stessa cosa”. Questo un passo del lungo intervento di Salvetti in merito alla questione nel consiglio comunale di oggi, un intervento di ben 13 minuti in cui il sindaco si “augura” che non ci siano altre “sovrapposizioni” tra i due poteri istituzionali per le prossime opere cittadine, tra Dionisi e Giani per il ponte sullo Scolmatore, tra Dionisi e Gariglio per la nomina a presidente della Port Autority e tra Dionisi e la Capitaneria di Porto, per quanto riguarda le emissioni delle navi. E viene presa in considerazione da Salvetti un’altra “sovrapposizione” tra i poteri istituzionali, quella sulla sicurezza, all’epoca della richiesta di un’ordinanza da parte del Prefetto sul numero contingentato di accessi a via Cambini, la via degli aperitivi e della malamovida: “il Prefetto intimava al sindaco di fare il contingentamento in Via Cambini, io gli ho detto che al sindaco non gli si intimano queste cose”. Critiche al Prefetto anche per il suo intervento alle manifestazioni del 25 aprile, reo di aver parlato solo di “sovrapposizioni” e non dei valori dell’antifascismo: “Un intervento sulle sovrapposizioni istituzionali, che non c’entrava niente con quello di cui stavamo parlando. E l’ha fatto prima del mio intervento”. La linea di Salvetti è chiara, a lui nessuno deve insegnare qualcosa su come si governa la sua città, lo scontro col Prefetto è frontale e le dinamiche sono chiare, a Livorno governano lui e il Partito Democratico, le linee guida costituzionali sono precise e le sovrapposizioni non devono esistere a nessun livello, detto in soldoni, quelle che vengono chiamate “sovrapposizioni” non sono solo dei banali “sbandamenti” dovuti ad incapacità professionali, scarsa esperienza o eccesso di personalismo, ma potrebbero essere questioni più complesse, da dirimere in ambito istituzionale, ovvero a Roma e al Ministero degli Interni di Giorgia Meloni, dal quale la Prefettura dipende. A seguire, nell’intervento di Salvetti in consiglio, ce n’è anche per Report e per il contenuto del servizio sull’inquinamento portuale. Per prima cosa Salvetti lamenta che la sua intervista è stata fatta mesi fa, a gennaio, in una fase diversa da quella attuale: “Detto questo Report a me la trasmissione Report è piaciuta parecchio, perché ha affrontato un tema fondamentale per le città che hanno un porto e una difficoltà enorme che queste città hanno di gestire il tema ambientale insieme al tema del lavoro. Mi dispiace solo che dei 18 minuti della mia intervista,15 minuti che io avevo dedicato a spiegare che cosa aveva fatto Livorno sul fronte della lotta all’inquinamento in Porto non siano stati presi assolutamente in considerazione, neanche 30 secondi”. E aggiunge: “Perché io le cose le dico in onda, fuorionda e quando serve, perché non sono un ipocrita”. Salvetti ci tiene a precisare che dal 2019 in poi il suo impegno ha fruttato l’accordo con la consigliera regionale Grassi per l’adesione al progetto “Blue Agreement”, il protocollo volontario sottoscritto da diverse compagnie di navigazione, come Msc, Italia Marittima e autorità portuali per ridurre le emissioni inquinanti, un accordo per ridurre le emissioni di zolfo e l’installazione di una centralina tramite la richiesta attuativa alla Regione, per il monitoraggio delle emissioni navali e di aver speso per le centraline a spese del Comune 35 mila euro: “L’ha fatto il sindaco di Livorno, responsabile della salute dei cittadini, l’ha fatto l’assessora Viviani, che ha lavorato su questo insieme all’assessore regionale, e non l’ha fatto nessun altro, anche se Report dice che il Prefetto in questa operazione è stato decisivo”. Questo per quanto è stato fatto per l’inquinamento a Livorno, quindi si passa al perché Salvetti abbia fatto riferimento alla provenienza Prefetto da Nuoro, dove il primo porto è distante cento chilometri e quindi al fatto che prima di occuparsene a Livorno Dionisi, avrebbe dovuto comportarsi in maniera diversa, poiché non aveva esperienza sul tema e se ne occupava per la prima volta: “Deve venire, confrontarsi, dialogare insieme, costruire rapporti insieme dove prendi nota e prendi coscienza di quello che questa città ha già fatto prima del tuo arrivo e vai avanti insieme. Io nel fuori onda ho detto questo”. Ecco spiegato il perché viene sottolineata la parola “Nuoro” nel fuorionda di Report. Una “maniera di fare giornalismo”, quella di Report riguardo alla diffusione del fuorionda, che a Salvetti non piace, paragonata nel suo intervento di oggi in consiglio, alla maniera di fare inchiesta delle Iene oppure della trasmissione di Rete Quattro “Fuori dal Coro” all’epoca dello scandalo sulle case popolari, trattato dal giornalista Mario Giordano e dal consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Perini. Ce n’è dunque anche per gli interventi dell’opposizione: “La stragrande maggioranza degli interventi è stata articolata da parte vostra senza sapere alcune cose e senza avere dei riferimenti certi”, fatta eccezione per il consigliere di Forza Italia Guarducci “che a un certo punto ha spiegato dinamiche che sfuggono alla gran parte di chi è intervenuto su questo tema”. In chiusura una battuta ironica anche per il consigliere della Lega Ghiozzi, il quale avrebbe annunciato una raccolta di firme per chiedere le sue dimissioni: “Lo faccia pure, così se riesce a farmi dimettere due anni e mezzo prima della fine del secondo mandato potrò candidarmi per il terzo”.

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