Home Livorno Cronaca Livorno Nuovo ponte sul fosso di viale Caprera, esplode un nuovo caso

Nuovo ponte sul fosso di viale Caprera, esplode un nuovo caso

Piovono critiche sui social, Salvetti si arrabbia e scrive a Il Tirreno

Livorno, 5 maggio 2026 – Lavori terminati con ritardo di anni e un risultato estetico giudicato negativamente dalla maggioranza dei cittadini, piovono le critiche sul sindaco Luca Salvetti riguardo al discusso ponte sul fosso di viale Caprera in Venezia. Circa otto anni di attesa per vederlo completato, nel frattempo le note vicissitudini legate al vecchio ponte, andato perduto, le cui antiche pietre, fu costruito nel 1879 una seconda volta dopo la prima nel 1716, dovevano servire per il ripristino ma non sono mai state utilizzate né si sapeva dove fossero. Nel frattempo l’acqua che non scorreva ha continuato a provocare problemi a tutte le cantine sui fossi, per l’innalzamento del livello dell’acqua nelle giornate di libeccio e di pioggia, fino a piazza dei Domenicani, con numerosi casi di allagamento. Richieste più volte, la riapertura dell’acquaticità del fosso e la costruzione del nuovo ponte, sono sempre state rimandate, fino alla promessa dei lavori, otto anni fa, e numerosi ritardi, fino al via definitivo e ufficiale nel 2022. Fine lavori preventivata, entro un anno. Ma ancora a causa di questioni legate alle analisi tecniche della Sovrintendenza, si sommano altri ritardi, fino al completamento dell’opera, pochi giorni fa. Nel frattempo in piazza del Luogo Pio intanto è nato il nuovo Museo della Città e sono stati rivalutati gli spazi. Ma il nuovo ponte sul fosso di viale Caprera sembra non piacere ai più, troppo ampia la capriata tra l’arco e il passamano e troppo brutti i mattoncini, all’apparenza modestamente industriali, anche se Salvetti ha rilasciato dichiarazioni secondo le quali le pietre dovevano arrivare niente popò di meno che da Carrara (leggi l’articolo su News 24, “I lavori in viale Caprera saranno pronti prima di Effetto Venezia” dell’11 marzo scorso). Un risultato finale di scarso impatto e di poco corredo con le altre architetture storiche della Venezia. Paragonato a un “ponte della Lego” sui social, sono moltissime le critiche, alcune ironiche, altre più pesanti, che non stiamo a riportare nella loro interezza.

Il ponte Zubizuri a Bilbao
Il Ponte Mobile sulla Rambla del Mar a Barcellona

A Livorno non c’è l’architettura contemporanea

Alcuni cercano un paradosso chiamando in causa il noto architetto Calatrava, certo è, e ci arrivano tutti, che un breve ponte di nuova generazione architettonica ci sarebbe stato bene, viste le macerie dei bombardamenti in piazza del Luogo Pio, il polo d’arte contemporanea del Museo della Città, la perdita delle memorie storiche della città nel suo globale, e il nuovo aspetto della piazza. Un ponte di vetro, con tubi d’acciaio, come quello sul Tamigi a Londra davanti al Tate Modern, come quelli di Calatrava a Bilbao e a Venezia, oppure altri concetti legati all’architettura moderna, magari meno costosi, come lo sono i ponti sui canali della Rambla del Mar a Barcellona. Perdute le memorie storiche questa città ben farebbe a rinnovarsi e a guardare avanti invece di guardarsi indietro, con risultati mediocri, come si è visto col ponte sul viale Caprera. A Livorno si grida alle colate di cemento ma se ben guardiamo di nuove esperienze architettoniche di valore contemporaneo non ce ne sono. Forse il nuovo palasport a Porta a Terra è l’unico elemento di valore, per il resto solo “cuboni” e obbrobri vari, il parcheggio torretta in piazza Guerrazzi, l’anonima piazza Attias, la torre del disastro alla Cigna, e neanche un elemento di pregio, seppure si tenti di recuperare il nostro prezioso lungomare, dove l’architettura moderna starebbe bene, dal centro, a Borgo dei Cappuccini, passando per Porta a Mare, fino alla Terrazza Mascagni, nuovo Porto Turistico compreso. Ma di architettura moderna non se ne vuole parlare. E adesso c’è da vedere come riusciranno i nuovi Tre Ponti, perché se a Livorno vogliamo il turismo anche l’occhio deve avere la sua parte, altrimenti si perdono soldi, e anche qui ci arrivano tutti. I tanto decantati “cento e più cantieri” dei lavori pubblici del Pnnr di Salvetti e i soldi spesi, per ora solo quelli europei e stanziati dalla Regione e dal Ministero, mentre le commissioni sul bilancio dell’amministrazione, si vantano di non essere in perdita, ma è facile, perché si fa poco.

Salvetti si arrabbia e scrive a Il Tirreno

Salvetti comunque si difende, con una lettera inviata a Il Tirreno, disprezzando “alcuni individui che vomitano sui social lamentele e giudizi caustici, bieche strumentalizzazioni di presunti social guru con la convinzione di avere conoscenze e attitudini per spiegare al mondo come andavano fatte le cose o quali siano le verità assolute nella gestione di una città”. L’impressione, è che dopo il contrasto istituzionale col Prefetto Giancarlo Dionisi, non ci sia due senza tre.

Scegli la copertina del prossimo Orizon