Livorno, 10 maggio 2026 – Cinquant’anni dalla scomparsa di Voltolino Fontani, la Fondazione Livorno ha inaugurato nella giornata di oggi una grande mostra nei suoi spazi in piazza Grande, intitolata “Voltolino Fontani. Il viandante della pittura”, a cura di Giorgio Bacci. La mostra presenta 110 opere più una mostra “diffusa” alla chiesa della Valle Benedetta. Fontani, spirito anarchico e surrealista del 900 nazionale ed internazionale è stato valutato anche fuori d’Italia come uno dei maestri dell’arte moderna in quanto fondatore di una propria corrente innovativa, l’eaismo, nata in contrapposizione con il pericolo atomico dell’epoca. Insieme ai concetti pacifisti e umani dell’eaismo, a rendere noto Fontani ci sono le intense pennellate pastello, gli scorci livornesi, i paesaggi, i volti femminili. Le figure di Fontani sono stilizzate, astratte, la presenza umana in esse grida e si esprime più forte del dipinto, come nelle avanguardie futuriste e moderne. I tratti figurativi si arricchiscono in alcuni dipinti, di raffinati tratti decorativi e grafici, il tutto in uno stile personale ben definito, che lo rende unico nel panorama mondiale. Frequenti le fasi oniriche e le atmosfere surrealiste, le opere dedicate al sacro, alle crocifissioni e alla spiritualità.
Cinquant’anni dalla scomparsa, una mostra dedicata a Voltolino Fontani
Centodieci opere più una "mostra diffusa" alla Valle Benedetta















