
Livorno, 3 maggio 2026 – Vietato filmare, ed è polemica. È spuntato un cartello con affisso il divieto di fare riprese al cantiere dei lavori per il basamento della tettoia che andrà a sostituire la vecchia area mercatale di via Buontslenti, prima costituita da baracchine a forma di edicola, per il momento trasferite lungo i fossi vicino a piazza Cavour. A che titolo si vieta di riprendere l’andamento di un’opera pubblica e di pubblico interesse, si domandano in molti sui social, dove si sta scatenando la polemica, soprattutto tra chi non “gradisce” la nuova opera, considerata una “colata di cemento” che servirà solo da basamento alla tettoia sotto alla quale “arrostiranno” i cittadini d’estate e procurerà isole di calore. Una decisione apparentemente senza presupposti giuridici, viene definita nei commenti, e lesiva del diritto all’informazione. C’è sotto un segreto industriale, si domandano in molti? Un atteggiamento che viene definito ancora come “intimidatorio”. Non si può effettuare nessuna ripresa, né con la macchina fotografica, né col cellulare e tanto meno con i droni, nonostante si tratti di un’opera pubblica finanziata con i soldi dei cittadini. Altrimenti le possibili denunce possono essere: per diffusione non autorizzata di dati personali (Codice privacy), per controllo a distanza del personale (Statuto dei lavoratori), per interferenze con la sicurezza (Testo Unico per sicurezza sul lavoro), per la protezione del know-how (Codice della proprietà industriale). Tutte delle colossali “panzane” commentano ancora gli utenti sui social. I quali sembrano non avere nessuna paura di incorrere in queste sanzioni, come dimostra il video di Luca Ribechini, presidente dell’associazione Livorno Porto Pulito (che pubblichiamo in un altro posto), oppure l’ex cronista de Il Tirreno Antonio Barabino, del quale pubblichiamo la foto in questo articolo. Neanche l’ex consigliere leghista Vito Borelli sembra avere nessun timore, sparando un altro post al veleno.












