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Targa per i bimbi palestinesi: per Italia Israele il Comune usa due pesi e due misure

Il comunicato dell'associazione livornese

Livorno, 8 giugno 2026 – Una targa dedicata ai bambini palestinesi morti durante l’ultimo conflitto, mentre si trascurano tutti gli altri minori vittime di conflitti, con particolare riferimento a quelli israeliani morti negli attentati, come i due piccoli fratellini Bibas. La decisione del consiglio comunale di dare un messaggio di cordoglio per i piccoli palestinesi morti nella tragica guerra che si sta svolgendo in Medio Oriente, è stata duramente criticata dall’associazione Italia Israele di Livorno con un comunicato che ne denuncia la mancata sensibilità per una parità di diritti e di aver usato “due pesi e due misure” riguardo ad una questione grave e dolorosa: “L’Associazione Italia Israele di Livorno esprime forte delusione e indignazione per quanto deliberato dal Consiglio Comunale di Livorno in merito alla realizzazione di una targa dedicata ai bambini vittime della guerra. La scelta di ricordare in modo specifico i bambini palestinesi, relegando tutti gli altri minori uccisi da guerre, terrorismo, persecuzioni e massacri a una generica menzione finale, rappresenta una decisione che non unisce ma divide, e che introduce una gerarchia morale tra vittime innocenti che dovrebbe essere estranea a qualsiasi istituzione democratica. Ancora più grave è il fatto che questa sensibilità non sia stata dimostrata nei confronti dei bambini israeliani assassinati il 7 ottobre 2023 o nei mesi successivi. Il Comune di Livorno non ha infatti manifestato analogo cordoglio né promosso iniziative simboliche di pari rilievo per i piccoli israeliani vittime del terrorismo di Hamas. Particolarmente emblematico è il silenzio che ha accompagnato la tragica sorte dei fratellini Bibas, simbolo di una ferocia che ha sconvolto le coscienze in tutto il mondo. Di fronte al rapimento e all’uccisione di bambini israeliani, non si è registrata la stessa mobilitazione istituzionale, né la stessa urgenza nel promuovere gesti pubblici di commemorazione. Questo evidente squilibrio pone una questione politica e morale che non può essere ignorata. Quando un’istituzione sceglie di ricordare alcune vittime e non altre, o di attribuire a certe tragedie una dignità pubblica superiore rispetto ad altre, cessa di essere equidistante e assume una posizione di parte. Il risultato del dibattito odierno restituisce purtroppo l’immagine di un’amministrazione che applica due pesi e due misure: massima attenzione per alcune sofferenze, minore considerazione per altre, anche quando si tratta di bambini innocenti. Pur riconoscendo il tentativo di alcuni consiglieri comunali di elaborare un testo realmente inclusivo e rispettoso di tutte le vittime, la formulazione approvata sancisce una distinzione che riteniamo inaccettabile. I bambini non dovrebbero mai essere utilizzati per alimentare narrazioni politiche o ideologiche. Un bambino ucciso dal terrorismo, da una guerra o da un massacro non vale meno di un altro bambino. L’Associazione Italia Israele di Livorno continuerà a sostenere un principio semplice ma fondamentale: il dolore non ha nazionalità e la memoria non può essere selettiva. Se si sceglie di commemorare i bambini vittime dei conflitti, allora lo si faccia per tutti, senza eccezioni, senza graduatorie morali e senza discriminazioni. Solo così il ricordo può essere autentico per tutti. Solo così le istituzioni possono parlare a nome di tutta la comunità”.