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Largo Igor Protti, la Prefettura frena: “Il Comune dimostri perché lo merita”. La città insorge

Livorno, 15 luglio 2026 — La pratica per intitolare un largo a Igor Protti si ferma sul tavolo della Prefettura. E la richiesta di integrazioni inviata al Comune apre un caso che va oltre una semplice procedura amministrativa.

A poco meno di un mese dalla morte di “Re Igor”, il prefetto Giancarlo Dionisi ha chiesto all’amministrazione comunale una documentazione più approfondita per poter autorizzare l’intitolazione in deroga ai dieci anni dalla scomparsa previsti dalla normativa. Una richiesta formalmente legata all’iter burocratico, ma che a Livorno ha inevitabilmente acceso la discussione.

Il punto contestato dalla Prefettura è preciso: secondo Dionisi, la documentazione presentata dal Comune non sarebbe sufficiente a dimostrare quelle “particolari benemerenze” che consentono di superare il termine ordinario previsto dalla legge.

In altre parole, Palazzo civico dovrà spiegare perché Igor Protti rappresenti una figura di tale rilevanza pubblica da meritare un luogo della città prima dei dieci anni normalmente previsti.

Una richiesta che arriva dopo una delle manifestazioni di affetto più grandi mai riservate da Livorno a un proprio simbolo. Il 19 giugno oltre dodicimila persone hanno riempito lo stadio Armando Picchi per l’ultimo saluto al “10 per sempre”, in una giornata di lutto cittadino che ha visto riunita un’intera comunità.

Ed è proprio questo il punto che alimenta la polemica: per molti livornesi, il riconoscimento a Protti non nasce soltanto dai risultati sportivi, ma dal rapporto costruito in quasi quarant’anni con la città.

La fascia da capitano, i gol, la rinascita del Livorno calcistico degli anni Novanta e Duemila sono solo una parte della storia. Negli ultimi mesi, soprattutto durante la malattia, Protti è diventato anche un esempio umano per il modo in cui ha scelto di raccontarsi pubblicamente, trasformando la propria esperienza personale in un messaggio di sensibilizzazione.

La richiesta della Prefettura, arrivata a distanza di pochi giorni dall’approvazione unanime del consiglio comunale sulla proposta di intitolazione, ha quindi creato un cortocircuito evidente tra il sentimento espresso dalla città e la prudenza richiesta dall’iter amministrativo.

Il prefetto Dionisi ha successivamente chiarito che non si tratta di un diniego all’intitolazione né di una valutazione negativa sulla figura di Protti, ma soltanto della necessità di completare la documentazione prevista dalla legge.

“La richiesta al Comune aveva il solo scopo di completare l’istruttoria”, è il senso della precisazione arrivata dalla Prefettura, che ribadisce come la procedura debba essere rispettata anche in presenza di figure particolarmente amate. Una giustificazione che non convince, che accende la polemica di tutta la città e che s’inserisce in un quadro di più ampie polemiche fra Prefettura e Palazzo Civico.