Livorno, 18 luglio 2026 – In coda alla discussa assegnazione degli ex Orti Urbani scoppia una polemica sessista sull’abbigliamento della vice sindaca Libera Camici, in prima fila in minigonna durante la conferenza stampa del sindaco contro le accuse del comitato dopo l’assegnazione dei terreni alla ditta Frangerini. Troppo corti gli “shorts” della Camici, a sostenerlo è il Presidente dell’Associazione Livorno Porto Pulito Luca Ribechini: “La nota di costume solo apparentemente secondaria: credo che bisognerebbe avere più rispetto per le parità di genere. Perché mai la Vicesindaca indossava (si suppone) calzoncini cortissimi? Intendiamoci, io sono un tipo di larghissime vedute, per niente bacchettone. Ma la domanda che pongo ha un carattere istituzional/paritario: si tratta forse di un abbigliamento che il Protocollo Comunale ritiene consono ad una pubblica conferenza stampa? Se la risposta è sì, forse si ritiene naturale che gli scosci femminili siano universalmente consentiti in ogni contesto, anche formale, mentre quelli maschili non stanno bene. Sarebbe una visione, appunto, abbastanza sessista (diciamo nuovamente berlusconiana) non certo degna di un’Amministrazione a parole così sensibile alla condizione femminile. Se invece si ritiene che anche un maschietto possa scoprire totalmente le gambe in un consesso pubblico senza apparire poco rispettoso, la prossima circonferenza stampa la vogliamo col Sindaco in Shorts”.
“Che tristezza!!!”
Visione sessista ma al contrario, queste le accuse per la Camici, classe 81, livornese, diplomata al Cecioni, laurea in ingegneria chimica, cinque anni dipendente della Coop, all’Iper e al Centro Levante, un paio di stage alle partecipate per la raccolta dei rifiuti Aamps e Sertec e poi la politica, prima vicesindaca a Collesalvetti, poi a Livorno. Le deleghe e l’impegno in prima persona per la scuola e la parità di genere. In particolare per la lotta alla violenza di genere, in collaborazione con il Centro Donna. Ed ecco la pioggia di adesioni alla difesa contro gli attacchi di Ribechini, c’è Livorno Civica, con un post ufficiale, Barbara La Comba e tante altre figure femminili livornesi. “Volevo lasciar correre, ma il silenzio alimenta certe derive – scrive Libera Camici – Questo post purtroppo si commenta da solo. Rispondo oggi, una volta per tutte, per rimettere subito il focus sulle cose serie. Che tristezza!!! Giudicare l’abbigliamento di una donna che ricopre un ruolo istituzionale, anziché valutarne l’operato, è l’esatta fotografia di quanto sia ancora lontana la parità di genere. È la prova lampante che il vero ritardo è culturale, alimentato da chi dimostra arretratezza e totale mancanza di rispetto. C’è ancora molto lavoro da fare per scardinare questa mentalità, e noi non ci fermeremo. Da parte mia, non perderò un solo secondo dietro a queste distrazioni. Lascio le polemiche a chi non ha altri argomenti. Noi continuiamo a rispondere con i fatti”.
Ribechini rischia una querela
A dirlo è la stessa vicesindaca, l’impressione è che il presidente di Livorno Porto Pulito si sia fatto prendere la mano in un’altra polemica social, come successo ad altri rappresentanti politici nei confronti dell’amministrazione, fatti che suscitano parecchia ira come dichiarato, al sindaco Luca Salvetti. In difesa di Libera Camici come detto è intervenuta anche Livorno Civica con un post: “La libertà delle donne non si processa, né si misura in centimetri”. Ecco la risposta di Luca Ribechini: “Un post inaccettabile. Non solo usate impropriamente la mia carica associativa in occasione di affermazioni compiute a titolo personale, il che è grave e mistificatorio. Avete intenzionalmente travisato la mia osservazione, che chiaramente non è rivolta a privare la donna della sua libertà di abbigliamento. È diretta a far riflettere proprio sull’uso consueto del corpo femminile, al quale si concede (o dal quale si pretende) una esposizione maggiore rispetto a quello maschile. Mi risulta difficile pensare che non abbiate compreso questo banale punto di vista, ben espresso nel mio post. Probabilmente avete interiorizzato quello stesso modello patriarcale, oppure semplicemente state usando le mie affermazioni rivolgendole al loro contrario. Una tecnica retorica mistificatrice ben nota, che non vi fa onore”.












