Home Livorno Cronaca Livorno Joseph assegnato al Serd fuori di Livorno: finalmente via dal centro cittadino

Joseph assegnato al Serd fuori di Livorno: finalmente via dal centro cittadino

L'annuncio del Prefetto Giancarlo Dionisi

Livorno, 21 luglio 2026 – Il 41 enne nigeriano Joseph Okonduwa, che per giorni è stato al centro delle cronache per ripetuti gravi episodi e penali nei confronti di diversi cittadini e per l’ubriachezza molesta, è stato finalmente preso in carico dai servizi sociosanitari, che lo condurranno in una struttura fuori dal territorio livornese, per tentare il suo recupero. Le cure e l’assistenza saranno a cura del Serd, il dipartimento per le tossicodipendenze. Una persona sola ha determinato in una quindicina di giorni uno scompiglio politico tra l’assessore al sociale Andrea Raspanti e l’amministrazione accusata di immobilismo e il centrodestra, quindi la Prefettura che ha addirittura convocato un Cosp per determinare “l’emergenza Joseph” e infine il Tribunale per la trafila burocratica della fine del permesso di soggiorno e il suo rimpatrio. Un rider picchiato con due fratture, una donna molestata e spintonata, diversi episodi di richieste di denaro ripetute e violente, qualcosa come sessanta accessi per ubriachezza al Pronto Soccorso, l’immigrato nigeriano ha stabilito un vero e proprio record di eventi a suo carico. Nella giornata di oggi la notizia della presa in carico da parte degli uffici del sociale e per ora, non è stato comunicato nessun provvedimento penale. A darne la notizia il Prefetto Giancarlo Dionisi: “Questa vicenda dimostra che anche i casi più complessi possono trovare una soluzione quando prevalgono il senso delle istituzioni, il dialogo e la volontà di collaborare. I rimpalli di responsabilità non servono e rischiano soltanto di rallentare il raggiungimento delle soluzioni». Il rappresentante del Governo invita inoltre a mantenere un clima di equilibrio anche nel dibattito pubblico. «È importante evitare comunicazioni o narrazioni che possano alimentare tensioni o fomentare comportamenti aggressivi. Le istituzioni continueranno a operare, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, con fermezza, equilibrio e nel pieno rispetto della legge, perché sicurezza, solidarietà e dignità della persona si tutelano soltanto attraverso una leale collaborazione istituzionale e il senso di responsabilità di tutti».