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Furti di collanine, crescono i casi

Un altro giovane livornese derubato in viale Italia

Livorno, 27 luglio 2026 – Si moltiplicano i furti di collanine dopo il caso del giovane ladro tunisino acciuffato e picchiato dai passanti qualche giorno fa in piazza dei Legnami, Serena Coltellini, madre di un ventenne livornese, racconta un altro caso occorso al figlio sul viale Italia, circa una settimana fa. Ancora un giovane tunisino ha avvicinato il ragazzo livornese chiedendogli da accendere, in quel momento gli ha strappato la collanina e si è dato alla fuga ma il giovane lo ha rincorso fino in piazza Mazzini: “Mio figlio ha inseguito il rapinatore – racconta al Tirreno – un giovane tunisino, fino a piazza Mazzini. Poi per fortuna è arrivata la polizia. Sanno chi è il rapinatore l’hanno anche portato in questura. Dicono che è minorenne. Non ne possiamo più di queste situazioni. Non ne possiamo più della gente che delinque. Quella collana, peraltro, ha un grande valore affettivo. Mio nonno l’aveva regalata a mio figlio prima di morire. Mio figlio ha reagito e a quel punto lui si è tolto la cintura (forse per poterla all’occorrenza utilizzare come arma, ndr) ed è fuggito verso piazza Mazzini. Fischiava. Probabilmente per chiedere “rinforzi”, forse aveva degli amici in zona. Sanno chi è il rapinatore l’hanno anche portato in questura. Dicono che è minorenne. Non ne possiamo più di queste situazioni. Non ne possiamo più della gente che delinque. Quella collana, peraltro, ha un grande valore affettivo. Mio nonno l’aveva regalata a mio figlio prima di morire. Sarebbe bello se qualcuno la trovasse. Ma chissà dov’è andata a finire. L’avrà gettata scappando oppure l’avrà data a qualcuno. Bisogna fare qualcosa per evitare queste situazioni. Perché non è possibile che chi ruba o rapina possa continuare a farlo ripetutamente. E che, anche una volta individuato, rimanga in giro per poi colpire di nuovo accanendosi su un’altra vittima”. Insieme ai due casi già trattati se ne riporta un altro ancora dieci giorni prima della rapina in piazza dei Legnami, ancora in Venezia. Si moltiplica dunque la stessa tipologia di reato in città, talvolta anche con bersaglio costosi orologi.