Home Livorno Cronaca Livorno Museo della Città senza direttore, Rafanelli risponde a Guarducci

Museo della Città senza direttore, Rafanelli risponde a Guarducci

In seguito alla "scomparsa" di Paolo Cova

Livorno, 11 giugno 2025 – “Bisognerà procedere nel più breve tempo possibile per nominare il direttore scientifico del museo dei Granai di villa Mimbelli in vista della mostra del bicentenario di Fattori, per quanto riguarda invece il direttore scientifico del Museo della Città ho paura che ci vorrà più tempo e occorrerà un bando”. L’assessora alla cultura Angela Rafanelli risponde così alle critiche preoccupate espresse in giornata dal consigliere di Forza Italia Alessandro Guarducci per la “sparizione” del direttore Paolo Cova, nonostante il buon lavoro svolto durante il suo mandato, con l’ampliamento del museo. “Quella di Cova era una carica in scadenza in ogni caso, inoltre il nostro ex direttore ha avuto un’altra designazione molto importante a livello governativo come referente ed esperto per la Toscana per le ville Medicee. La figura del direttore scientifico – continua Rafanelli – è diventata fondamentale, sia per il Museo della Città sia per il Museo Fattori e necessita di competenze specifiche ben precise le quali potevano essere sicuramente alla portata di Cova, resta da vedere se avrebbe potuto ricoprire ambedue le cariche, ma questo è ormai impossibile. La carica pro tempore attuale è ovviamente da sostituire con una nomina definitiva come già detto. Dopo l’ampliamento il Museo della Città deve dotarsi di un sistema che gli permetta anche di organizzare mostre temporanee di alto livello”. La mostra di Fattori è in programma per il prossimo settembre, sempre che vada tutto bene, e il Museo della Città dopo la discussa mostra per il centenario di Modigliani e i flop di Banksy e Da Vinci attende un’organizzazione di livello per le mostre temporanee che metta in linea Livorno con le altre realtà toscane a partire da Palazzo Blu a Pisa, in parallelo con l’operazione di rebranding dell’immagine culturale e turistica della città che la Giunta Salvetti sta operando anche con successo ma in altri settori, salvo proprio quello espositivo, restando in attesa che per le grandi esposizioni temporanee con nomi di alto livello si muovano le fondazioni bancarie e non si vada ancora a “pescare” nelle tasche dei cittadini, cosa che non avviene né a Pisa né a Firenze né nelle altre città di cultura della Toscana.